Le posizioni dello yoga

Le posizioni yoga sono una parte fondamentale dello yoga. Sono considerate il terzo arto dello yoga classico o astanga yoga. Nella nostra cultura, qui in Occidente, purtroppo sono spesso confuse con tutto lo yoga. In poche parole se fai yoga significa che ti eserciti fisicamente attraverso le posizioni e nulla più.

Per fortuna molti cominciano a capire e sapere che lo yoga è molto di più. Ma ora concentriamoci proprio sulle asana.

Come ti dicevo le posizioni yoga, asana in sanscrito, sono una parte fondamentale. L’errore di chi pratica invece lo yoga meditativo è quello di trascurare o escludere questa importante parte fisica.

Perchè fare le posizioni yoga?

Le posizioni yoga hanno molteplici effetti e benefici a chi le pratica. Cerchiamo di approfondire intanto cosa è e quando posso chiamare una postura del corpo, posizione yoga o asana. (per i benefici puoi andarti a cercare gli altri articoli presenti, o aspettare un prossimo articolo che riprenderà i benefici).

Normalmente il corpo assume diverse posizioni, spesso quella che abbiamo di più è quella seduta su una sedia, spesso di lavoro, o in piedi in attesa, altre volte invece il corpo si trova in movimento, camminando, correndo, facendo sport.

Nella pratica delle posizioni yoga assumiamo una postura volontariamente; prima di tutto la raggiungiamo e poi rimaniamo lì nella posizione per un dato tempo, e poi alla fine ne usciamo.

Queste sono intanto tre fasi che contraddistinguono la pratica di una posizione yoga:

1) entrata

2) mantenimento

3) uscita

La posizione yoga è caratterizzata dalla distensione e pressione di alcuni parti del corpo, alcuni tessuti, rispetto ad altri.

Il classico esempio della ben nota posizione della candela, mette in pressione la ghiandola tiroidea.

La torsione, o matsyendrasana, invece va a distendere le articolazioni della colonna vertebrale, allo stesso tempo a premere su alcuni organi, come il fegato quando viene eseguita la torsione verso il lato destro, o milza-pancreas quando eseguita sul lato sinistro.

Oltre a questo aspetto fisico c’è l’atteggiamento che va considerato. Una posizione yoga presuppone una presenza ed ascolto. La mente va posata nel presente, nel qui e ora, nelle sensazioni che il corpo ci comunica, nella consapevolezza del corpo con tutti i suoi limiti e splendori.

Un altro aspetto è la respirazione. Naturalemente respiriamo in ogni momento. Ma una posizione yoga è caratterizzata da una respirazione controllata nelle tre fasi di entrata, mantenimento e uscita.

Ad esempio nella posizione di yogamudra nella fase di chiusura andremo a espirare.

L’esecuzione di una fase di ritenzione è la caratteristica delle posizioni yoga antiche o tantriche. La maggior parte però delle posizioni per essere eseguite con la ritenzione del respiro richiede un’alimentazione vegetariana da chi le pratica. Questo per non avere effetti controproducenti sull’organismo.

Ma al di là della ritenzione, che è già un aspetto avanzato, il respirare in modo consapevole, lento, graduale, caratterizza l’esecuzione di una posizione yoga.

Dunque abbiamo visto che una posizione yoga è tale non solo quando si raggiunge una determinata postura ma anche quando si coltiva un appropriato atteggiamento di presenza e un respiro consapevole.

Concludo ricordandoti che il più grande bene dello yoga è praticarlo più che conoscerlo.

Mi auguro dunque che tu stia facendo un po’ di yoga, un po’ ogni giorno, in modo da portare avanti questa splendida trasformazione ed evoluzione che lo yoga ti offre.

a presto,

Guido

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