La pratica delle asana

Negli articoli precedenti abbiamo visto come lo yoga può essere suddiviso in 8 parti o membra (astanga yoga). Yama e Niyama sono i primi due gradini.

Le Asana, le posizioni dello yoga, costituiscono il terzo gradino.

La definizione di asana è “posizione mantenuta confortevolmente”. Questa definizione dà molte indicazioni sul come eseguire queste posizioni fisiche.

La misura nella pratica della posizione è noi stessi, il nostro corpo e le sue capacità. Sarà importante adattare la posizione alle proprie capacità e limiti, cercando di toccarli ma mai di superarli in modo drastico e esagerato.
L’approccio alle posizioni è un approccio attivo ma dolce, mai eccessivo. Spesso le persone guardano a quanto l’insegnante riesce a piegarsi, a dove arriva… aspetti non essenziali e spesso fuorvianti.
Nella posizione è buono raggiungere il punto di lavoro. Quella condizione in cui il corpo lavora, si misura con il proprio limite sviluppandosi e trasformandosi attraverso di esso.
Al di sotto del punto di lavoro la posizione sarà meno effettiva. Al di sopra del punto staremo richiedendo troppo al corpo, staremo andando troppo in fretta.

Raggiunta posizione “non c’è più nulla da fare”. Cerchiamo allora di essere, e non di fare; di stare e non di muoverci o andare verso altro. L’attenzione e l’impegno si rivolge al corpo nella sua stasi[1], alle sue sensazioni, al respiro[2].

Le asana hanno molteplici benefici come molte altre pratiche fisiche, influenzando e stimolando i diversi sistemi del corpo. Le parti interessate in linea generale sono:

apparato osteoarticolare, apparato muscolo-tendineo, sistema circolatorio, sistema ormonale, sistema linfatico

La principale caratteristica delle asana nel tantra yoga è che vanno a stimolare e regolare il sistema neuroendocrino (od ormonale), strettamente legato allo stato mentale dell’individuo[3].

Gli obiettivi principali della pratica sono

1) calmare la mente. Per far sì che la pratica della meditazione lavori a livelli profondi è necessaria una mente equilibrata, tranquilla che sia agitata il meno possibile. Le asana hanno proprio come compito principale quello di rendere la mente calma per far sì che la coscienza possa riflettersi. E’ come se volessimo vedere il riflesso della luna sulla superficie di un lago. Se la superficie è increspata, agitata non sarà possibile riconoscere la luna sul lago, se invece riusciamo a far sì che il lago sia calmo e quieto allora sarà possibile vederne il riflesso.

2) irrobustire il corpo come ricettacolo delle nostre esperienze.

Le asana rafforzano il sistema nervoso. Le pratica dello yoga portano infatti a vivere momenti di intensa esperienza interiore[1] (possiamo immaginare per semplificare un’emozione di gioia forte che ci fa scoppiare in un pianto) che richiedono una sistema nervoso forte, capace cioè di raccogliere le emozioni che si svelano via via[4].

La pratica delle asana si divide in tre diversi momenti:

1) Asana

Fra i molteplici benefici sottolineiamo che i movimenti legati alla respirazione massaggiano le varie ghiandole interne, creando una iper o ipo secrezione endocrina e ponendo in equilibrio i centri ormonali che hanno in genere una produzione di secreto irregolare.

2) Automassaggio

Viene svolto al fine di completare e ‘distribuire’ gli effetti delle asana lungo tutto il corpo. In particolare la linfa viene stimolata a risalire lungo i suoi canali.

Il massaggio prepara anche al momento successivo favorendo uno stato nei muscoli uno stato di rilassamento. Inoltre la stimolazione di mani e piedi aiuta il corpo a ripristinare un equilibrio ottimale per via nervosa riflessa.

3) Rilassamento

L’aspetto dinamico delle posizioni viene equilibrato con un momento di ascolto e rilassamento completo.

Per favorire l’apprendimento delle posizioni e per sviluppare un’iniziale confidenza con il corpo questi tre momenti sono spesso preceduti dal

0) Riscaldamento articolare[5]

Il corpo potrebbe essere rigido o con le articolazioni non pronte, cioè poco riscaldate (ridotto afflusso di sangue). Il riscaldamento, che non dovrà essere eccessivo, permette una migliore esecuzioni delle asana.

Note:

[1] E’ noto come l’esperienza di piacere e di dolore intense sono difficili da vivere senza una loro espressione esterna. Il dolore intenso può portare a pianto, o a gemiti.

Il piacere può portare a risa o altre forme di espressione.

In linea generale queste espressioni avvengono quando si supera la capacità di vivere interiormente l’esperienza o l’emozione ad essa associata.

Poiché la pratica spirituale porta ad emozioni molto intense il nostro sistema nervoso dovrà essere preparato e reso capace di viverle.

E’ come se dovessimo far passare un’intensa corrente lungo un filo; il filo dovrà essere spesso e robusto a sufficienza perché la corrente passi senza difficoltà.

[2] “Facciamo asana per le seguenti ragioni:

1) per rettificare gli squilibri delle ghiandole al fine di controllare le vrtiis o propensioni. Le asana controllano le ghiandole, le ghiandole controllano la secrezione ormonale, la secrezione ormonale controlla le propensioni o emozioni.

2) per la flessibilità del corpo

3) per equilibrare il corpo e la mente

4) per ritrarre la mente da un pensiero grezzo

5) per preparare la mente ad una sadhana (pratica spirituale) più sottile ed elevata”

tratto da “Questions and answers on meditation” di Shrii Shrii Anandamurti


[1] Questo soprattutto per le posizioni con tempi lunghi di permanenza (dai 30 secondi in su)

[2] L’interazione con il respiro è di importanza e speciale caratteristica delle asana eseguite nel Tantra Yoga.

[3] Oltre come vedremo ai cakra, centri di controllo mente-corpo.

[4] Per vivere un’emozione in meditazione bisogna raccoglierla in sé senza esprimerla. Nel momento in cui si esprime esteriormente l’energia racchiusa viene dispersa e la mente spesso è distratta.

[5] Questa fase è indicata per le persone che cominciano la pratica fisica delle asana’s per la prime volte. Dopo i primi tempi questa fase può essere omessa facendo attenzione però che l’esecuzione iniziale delle asana’s sia graduale.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *