Cos’è yoga dopo 25 anni… di esperienza – III parte

Cosè che fa la differenza?

Mi ritrovo in questo periodo a confrontarmi con altri percorsi spirituali, altri percorsi di crescita personale, altri insegnamenti e filosofie…

Tutti molto interessanti. Ciascuno ha da insegnare, ha da dare un contributo, una prospettiva conoscitiva e pratica arricchente se presi nel modo appropriato.

E poi mi chiedo, “cosa fa la differenza?”.

Cosa c’è di caratteristico, di forte, di unico, di speciale nel percorso che sto seguendo?

Questa è la sensazione che mi accompagna già dai miei primi entusiasmi sorti 25 anni fa. Una sensazione di grandezza, di forza in ciò ce stavo conoscendo e praticando, che negli anni poi è stata messa alla prova.

Ha dovuto fare i conti con i miei dubbi, le mie difficoltà, le mie non comprensioni. Poi prova dopo prova, quella sensazione si è confermata sempre più.

Era rimasto un grosso nodo, forse l’ultimo (di quelli grossi 😉 ) sull’insegnamento Ananda Marga e poi? Due anni fa a maggio, dopo un seminario intensivo di 6 giorni…

anche quello si è sciolto dandomi una serenità senza uguali…

Sono qui ora, dopo 25 anni, a testimoniare che lo Yoga, inteso nella prospettiva più propria, ha davvero qualcosa di straordinario.

E cosa? Cosa da la differenza?

Essenzialmente due cose:

1) lo yoga è prevalentemente pratico

2) lo sviluppo che si ottiene è a 360°, assolutamente completo.

1) lo yoga è prevalentemente pratico

Questo aspetto dello yoga, della meditazione, della spiritualità lo già segnalato più volte negli articoli precedenti così come nell’ ebook il vero yoga.

Ma è importante considerarlo proprio nell’accostamento con altre pratiche, discipline, filosofie.

Possiamo e potremmo parlare di differenti teorie, di visioni, di concezioni, ma poi alla fine… cosa ci rimane?

La comprensione intellettuale è solamente un piccolo aspetto del nostro progresso, della nostra evoluzione.

Non è sufficiente esercitare l’intelletto, non è sufficiente comprendere e fare ricerca intellettuale, per progredire nel nostro cammino in modo definitivo.

Cosa è che ci trasforma? Cosa è che ci fa evolvere? E’ la pratica diretta e personale.

Le pratiche devono essere ben fatte, sperimentate, adatte all’uomo e alla donna di oggi.

La realizzazione del Sè si attua attraverso mezzi che vanno sperimentati in prima persona. Strumenti che nella loro applicazione specifica e personale generano una trasformazione graduale del nostro corpo, mente e anima.

E’ grazie a questo effetto comprovato e dunque garantito dalla lunga tradizione yoga che giorno dopo giorno possiamo dare spazio alla nostra vera natura, alla nostra felicità interiore.

Ciò che fa la PRIMA differenza dunque è il corpus di insegnamenti pratici che vanno e possono essere fatti quotidianamente.

Ora vediamo la SECONDA pirncipale differenza.


2) lo sviluppo che si ottiene è a 360°, assolutamente completo.

Un’altra caratteristica fondamentale è la completezza delle tecniche. L’insieme degli insegnamenti pratici va a perfezionare, a purificare ogni parte della nostra personalità, a partire dai livelli della mente ordinari fino agli strati più profondi. Ma non solo la mente, ma anche il corpo viene migliorato nella sua condizione complessiva per favorire le esperienze profonde. Creiaimo così una porta di accesso all’esperienza dell’anima in noi, e poi ad una sua “fusione” con la dimensione dell’Anima Universale.

Il bagaglio di pratiche è vasto ma allo stesso tempo completo.

Quante sono?

Gli insegnamenti quotidiani specifici sono:

diiks’a smrti, guru sakash, samgiita (canzoni) e kiirtan (mantra esterno), 6 lezioni meditative, guru puja, svadhaya, asana, automassaggio, rilassamento, autoanalisi con yama e niyama e 16 punti, tapah.

Gli insegnamenti generali fisici e psico-fisici: igiene yogica, uso dell’acqua, alimentazione senziente, digiuno sottile, e poi guru mantra (mahu vidya) e japa mantra (ardha iishvara pranidhana)

Le pratiche yoga legate alla collettività: dharmachakra, seminari e ritiri, responsabilità yogica, indicazioni sociali.

I riferimenti correlati al singolo: sadhana, ista, adarsha, indicazioni di condotta.

I riferimenti legati alla collettività: le 3 azioni supreme e il punto unico

Nell’insieme: 16 insegnamenti quotidiani da praticare per il singolo, 4 insegnamenti per lo yoga sociale, per un totale di 20 insegnamenti pratici, di cui 16 da applicare quotidianamente. A questo si aggiungono anche i 6 insegnamenti generali.

Ed inoltre 4 riferimenti per il singolo e 4 per lo yoga sociale.

Viene il mal di testa… 🙂 a considerarli tutti insieme.

Ma questo è il corpus complessivo che si impara gradualmente passo dopo passo ciascuno nel pieno rispetto del suo ritmo e delle sue capacità.

Ciò che viene chiamato Sahaja Yoga dell’insegnamento Ananda Marga. (tutto racchiuso in 16 punti)

Non vale la pena all’inizio soffermarsi su tutto quanto proposto, su i suoi dettagli, ma è invece importante

sapere chiaramente che lo yoga Ananda Marga offre un corpus vasto di pratiche tutte coerenti tra loro, ben sistematizzate.

Tutto ciò non per sviluppare solamente alcuni aspetti o potenzialità dell’individuo e della collettività, ma con il fine di garantire una crescita personale a 360° profonda, completa, totale, diretta, unica.

Ma non è troppo?

Questa domanda è comprensibile. Le tecniche sono proposte in modo da partire da quelle più essenziali.

Si comincia con gli insegnamenti che hanno un effetto fondamentale sulla nostra crescita e sul nostro sviluppo.

Da lì dobbiamo partire con calma, pazienza, e umiltà , primi insegnamenti.

L’esperienza sarà la regina, la messa in pratica degli insegnamenti  il re… e la nostra realizzazione di felicità e beatitudine il loro matrimonio.

Nel tempo poi sorgeranno domande, desideri di ancor maggiore intensità e completezza, e a queste gli insegnamenti successivi pratici e la comprensione della filosofia potranno dare risposta.

un saluto,

buona giornata e buon progresso nella Via…

Govinda Guido  Vittorio Di Gioacchino

PS

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