Mente, corpo e chakra – parte 6

Ogni praticante yogico ha certe caratteristiche psico-fisiche. L’importanza delle asana, o posizioni yogiche è di equilibrare le secrezioni ormonali ed equilibrare i chakra corrispondenti.

Nel corso della giornata ciascuno di noi vive determinate emozioni e sensazioni legate alle diverse esperienze che vive. La persona sperimenta da una parte stati d’animo più variabili, casuali e poco frequenti che le inquadriamo come emozioni momentanee. D’altra parte in ciascuno di noi sono presenti emozioni più profonde, stabili e durature che caratterizzano la nostra personalità. Ci sono persone allegre, altre tristi, altre rabbiose, altre timorose. Queste vrtti o emozioni colorano l’esistenza dell’individuo e la caratterizzano. Vanno a costituire il carattere e gli stati d’animo più stabili.

Mentre certe vrtti sono vissute in modo equilibrato o con coscienza, e non spingono eccessivamente la persona verso azioni ‘inconsapevoli’ o ‘incontrollate’, altre potrebbero essere squilibrate e dominanti. L’azione delle asana va ad influenzare il controllo ed equilibrio delle vrtti attraverso un’azione di pressione e allentamento[1] delle ghiandole. Ad esempio se una persona ha paura di parlare in pubblico, questo indica in linea generale una debolezza legata al 3° cakra. Significa che l’interazione della persona con date circostanze (come l’essere di fronte ad un pubblico)    stimola in modo esasperato le ghiandole associate alla paura (localizzate nel 3° cakra) creando un’alterazione psico-fisica caratteristica dai sintomi della paura: senso di costrizione all’addome, sudore freddo, voce tremolante ed altro. La pratica regolare delle ASANA, come la posizione del pavone (mayurasana), rafforzerà il 3° cakra e le sue ghiandole associate. La persona svilupperà una minore labilità alle circostanze e una maggior equilibrio e controllo sui possibili stati di paura.

L’importanza del ruolo dei chakra potrà essere capita meglio con la pratica. Anche gli altri strumenti della SADHANA, come il TATTVA DHARANA (III lezione ), il PRANAYAMA (IV lezione) e la chakra SHODANA (V lezione) si basano sulla funzione e influenza dei cakra. Queste lezioni sono quelle impartite nell’ANANDA MARGA YOGA: le prime due sono ISHAVARA PRANIDHANA (o meditazione con matra personale) e GURU CHAKRA (meditazione quando ci si muove nel mondo).

qui finisce la serie di questi post su mente, corpo, chakra,

a presto,

Guido


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Mente, corpo e chakra – parte 4

Ogni chakra è legato ad un insieme di VRITT’S o propensioni. Sono 50 fondamentali divisi nei diversi chakra:

4 al primo, 6 al secondo, 10 al terzo, 12 al quarto e 16 al quinto cakra per ultimo 2 al sesto.

Ogni propensione può esprimersi internamente o esternamente. Pensiamo ad esempio alla rabbia. La posso esprimere verso l’altro, offendendo chi mi è di fronte, o verso l’interno, con pensieri ad esempio di vendetta. E si può legare ai 10 organi di relazione, 5 organi sensoriali o di conoscenza, jnanendriya’s, e 5 organi azione o espressione, karmendirya’s. Le modalità di queste 50 propensioni fondamentali, che possono interne o esterne (x2) e legate ai 10 organi (x10) saranno dunque

50×2×10=1000

Il settimo chakra infatti rappresenta il cakra di controllo di tutte le propensioni nelle loro diverse modalità di esistenza e raccoglie in sé questi 1000 aspetti (o petali). Ed è per questo che viene raffigurato con questi mille petali.

L’azione individuale è legata, colorata da queste spinte interiori o “emozioni”.

Dal punto di vista fisico è oramai noto come il sistema neuro-endocrino sia strettamente legato al nostro mondo emotivo e alla nostra condizione psicofisica.

La secrezioni di certi ormoni e il loro contenuto e trasporto nel sangue influenza profondamente lo stato di benessere dell’individuo. La scienza dello yoga che si interessa della relazione tra corpo e mente, dal corpo alla mente e dalla mente al corpo, è stata chiamata, da un grande maestro spirituale di questo secolo, Biopsicologia . La sua applicazione si realizza prevalentemente tramite la pratica delle posizioni yoga o ASANA.

[continua…]


La pratica delle asana

Negli articoli precedenti abbiamo visto come lo yoga può essere suddiviso in 8 parti o membra (astanga yoga). Yama e Niyama sono i primi due gradini.

Le Asana, le posizioni dello yoga, costituiscono il terzo gradino.

La definizione di asana è “posizione mantenuta confortevolmente”. Questa definizione dà molte indicazioni sul come eseguire queste posizioni fisiche.

La misura nella pratica della posizione è noi stessi, il nostro corpo e le sue capacità. Continue reading La pratica delle asana