Yoga

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fiore di loto YogaLo yoga è la realizzazione un’esperienza interiore di grande gioia, unità ed armonia. La parola yoga significa in sanscrito “unione”[1].

L’ottenimento di questa gioia interiore profonda ed intensa si ottiene attraverso una pratica completa[2]: fisica, mentale e ‘esistenziale’ (spirituale, o che coinvolge le parti più profonde della mente ).

Cos’è questa gioia? …Continua a leggere

Cos'è yoga, Meditazione yoga

Karma e meditazione

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Mi è stato chiesto recentemente di approfondire la questione del “karma”. In particolare alla lettura dell’articolo la legge del karma Grazia chiede:
“Puoi farmi capire meglio perche’e come la meditazione puo’liberare dai vincoli del karma?”

Comprendere l’effetto profondo della meditazione non è semplice. Cercherò di chiarire alcuni punti essenziali.

Come si crea un samskara? Come si crea nella nostra mente la reazione all’azione che svolgiamo?
E’ possibile far sì da non accumulare più queste reazioni?

Nella mente ci sono tre aspetti funzionali:
1) Il senso dell’Io (Mahat)
2) Il senso dell’azione (Aham)
3) Il senso di ciò che si è fatto (Citta)

La mente utilizza questi tre sensi, o parti della mente.

Il senso dell’Io è quella parte della mente che ci dà la sensazione di individualità. Al mattino vai a lavoro. Alla sera torni a casa.
“Io sono andato a lavoro”
“Io sono tornato a casa”
La mente sente che quell’Io è sempre lo stesso. C’è un Io in voi, che vi dà la continuità dell’espreinza, della vostra vita… è un nucleo che si conserva anche se il tempo, i luoghi, le circostanze cambiano.

Alla mattina qualcuno per scherzo vi ha rasato i capelii, vi guardate allo specchio e vi spaventate..
il vostro corpo ha cambiato aspetto, caratteristiche, non è più lo stesso… eppure … tu sei sempre lo stesso.. “Io sono”…

C’è poi un parte della mente che controlla ed è coinvolta con l’azione.
“Io sento di esistere” ma anche “Io sento di potere… ” “.. sento di poter fare”.
Questo è il senso dell’”Io che agisce”. Quindi senti “Io sono” ma anche “Io agisco”
E’ quella parte della mente che lega il nostro senso dell’io all’azione.
A volte succede che nel fare le cose siamo talmente assorbiti che il senso dell’Io si nasconde, diventa piccolo piccolo, e così dopo ore alcune ore ci fermiano e riprendiamo consapevolezza.
Il tempo è voltato via, eravamo poco presenti…

L’ultimo parte della mente è il “Senso dell’Io ho fatto”.
Quando fai un pensiero c’è un
Io ,         l’azione del pensare e il pensiero

Il pensiero è il risultato della tua azione, è cioè “l’Io ho fatto”.
Molto più semplicemente possiamo dire che questa parte della mente è il nostro schermo mentale interiore dove proiettiamo l’esperienza esterna del mondo e l’esperienza interna dei nostri pensieri, sentimenti, emozioni.

Dunque quando l’Io si identifica con ciò che fa, con il risultato, ecco che si crea un forte legame tra ciò che si è fatto e i suoi risultati.

Avete svolto un compito a lavoro di cui ne siete fieri. Il capo chiede al gruppo “Chi è stato?”
E tu.. “Io .. Io .. Io sono stato” e i meriti dunque vanno a te.

La reazione della tua azione ti spetta.

Dunque ogni volta che compiamo un’azione si crea una reazione dentro di noi (samskara) perchè la mente sente che l’”Io” la sta compiendo.

Ma chi è questo Io?

La nostra mente si identifica con tutti i condizionamenti che ha ricevuto (in questa vita e nelle vite passate). In particolare se siete italiano, età 40 anni, nato a Roma, etc… vi identificate con queste qualità…

Il professore chiede in aula:”Chi è di Roma?”…

“Io.. Io.. Io sono di Roma”

I condizionamenti educativi, ambientali, innati (ovvero delle esperienze passate) ci condizionano, limitando e influenzando la nostra vita.
C’è chi dice buon karma, oppure cattivo karma...

Nella meditazione la mente dopo essersi raccolta dal mondo esterno cerca di concentrarsi… cerca di riscoprire la propria essenza con l’aiuto del mantra.
Il significato del mantra è sempre un significato universale, ampio, infinito.

“Io sono…. Coscienza”
“Io sono…. Puro Spirito”

Questo significato, questa idea, che coltiviamo nella mente, si incontra con tutti i condizionamenti (samskara) che abbiamo dentro di noi.
Questi condizionamenti sono spinti a venir fuori, a essere portati alla luce, a essere liberati.

Immagina ad esempio di essere incapace a ballare ma che hai un desiderio nascosto di farlo… questa convizione, radicata nella tua mente, ti condiziona, è un tuo condizionamento.
Praticando la meditazione l’Idea di essere Infinito, di essere Uno con la Coscienza, di essere quindi libero da ogni tipo di vincolo, fara sì che tu ti scontri/incontri con questo limite e fara sì che il tuo desiderio fiorisca dentro di te.
Qualcuno ti inviterà a “per caso” ad un corso di ballo, comincerai a notare di più gli annunci delle scuole di ballo…

Questo è un semplice esempio ma può essere esteso ad ogni evento della nostra vita.

“Nulla è casuale, tutto è causale”

La meditazione spinge la nostra mente a incontrarsi e confronatrsi con i prorpi limiti per superarli.
Quando abbiamo superato un limite abbiamo superato un nostro samskara.
Dunque la meditazione accelera il nostro progresso, fa sì che ciò che ci limita venga superato, che tutto ciò che ci tiene lontanto dalla pace, felicità, amore che è in te, venga sciolto per entrare nella dimensione dello Yoga, nella dimensione dell’Unione.

Domande e risposte, Karma yoga, La legge del karma

Meditazione e kundalini

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Oggi parlerò della relazione tra meditazione e Kundalini.
Cos’ la Kundalini?
La Kundalini rappresenta l’energia spirituale racchiusa nel nostro corpo nell’osso sacro.
Questa energia è avvoltolata tre volte e mezzo con l’estremità rivolta verso il basso.
Arriva un tempo in cui questa energia si risveglia e rivolge questa estremità verso l’alto, è quindi pronta per risalire lungo la colonna verterbale.

Nel corpo dal punto di vista energetico esistono diversi canali energetici con differenti funzioni. Di rilievo per la pratica spirituale sono tre canali noti come Ida, Pingala e Sushumna. Sushumna percorre è all’interno della colonna vertebrale. Ida e pingala partendo dal primo chakra, girano con un movimento a spirale attorno al canale Sushumna per poi incrociarsi nei punti corrispondenti ai chakra fino a terminare all’altezza delle due narici.
Ida, termina nel canale di sinistra, ed è in relazione con le nostre attività psico-spirituali.
Pingala, termina nel canale di destra, ed è in relazione con le nostre attività psico-fisiche.

La Kundalini ha la possibilità di risalire lungo il Sushumna passando attraverso ciascun cakra.
L’energia racchiusa all’interno che si sprigiona nel processo di ascesa è indescrivibile.
Per questo a volte si sente dire che il “risveglio” o la “risalita” della kundalini senza una guida e insegnamento appropriati può essere pericoloso. Sarà invece sicuro se sotto la guida e le indicazioni di un maestro esperto.

Nel processo di risalita questa energia esprime le infinite potenzialità dell’esistenza umana. Ma ciò che più conta sono i diversi stadi di realizzazione o forme di samadhi che si sperimentano nel momento in cui la kundalini attraversa ciascun chakra.
Queste realizzazioni sono percepite da chi fa meditazione come esperienze reali in cui non vi è alcun dubbio. Si vive il campo dell’esperienza diretta e non più della speculazione intellettuale o filosofica.

Dunque al passaggio della Kundalini per ogni chakra si ha una realizzazione:

  • al secondo chakra si sperimenta “esiste una dimensione spirituale, esiste qualcosa di Grande, di Infinito, lo sento… c’è”
  • al terzo chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ma è presente, è nel mondo, è in ogni cosa di questo universo.. non è lontano… è vicino…”
  • al quarto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, ma è anche molto vicino, mi sento come preso fra le sue braccia… avvolto… protetto” come un bambini preso fra le braccia della madre
  • al quinto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, e mi abbraccia… ma io e Lui siamo simili… simili come due amici in perfetta sintonia, simili come due amanti che nel guardarsi negli occhi sentono specchiarsi la loro anima….”
  • al sesto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, e mi abbraccia… e siamo simili…Io e Lui siamo Uno… Io e Lui siamo la stessa entità”…. e questo è l’esperienza dello YOGA (dell’Unione)….
  • e poi quando la kundalini raggiugne il settimo cakra si sperimenta ….
“Lui….. solamente Lui “
e il sottile velo della propria esistenza individuale che si sperimentava anocra al sesto cakra si dissolve….. e questà e l’esperienza dello YOGA come unione, unione intesa come fondersi uno con l’altro fino a dissolversi nella Pace e Amore più grandi….

Ciascuna di queste esperienze sono accompagnate da un senso di gioia e beatitudine immense (Ananda)… e passo dopo passo, gradino dopo gradino, cakra dopo cakra.. ci si avvicina all’esperienza ultima dello YOGA...

Per poter vivere queste esperienze il corpo e la mente devono essere capaci di poter accogliere tali realizzazioni… tale sviluppo di energie… e per questo è necessaria una pratica graduale, armonica, curata di uno YOGA completo.

Dunque nel processo della pratica della meditazione… le esperienze iniziali sono di armonia, benessere, maggior consapevolezza, forza… poi se c’è il desiderio di entrare in profondità e la mente è capace di concentrarsi pienamente con l’aiuto di un ISTA MANTRA (di un suono appropriato su cui concentrarsi capace di liberare ed espandere la mente) la kundalini percorre la sua strada di elevazione e le realizzazioni della Coscienza in noi si fanno straordinarie…

Chakra, Kundalini, Mantra, Meditazione yoga, Samadhi, Spiritualità

Meditazione yoga

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La meditazione rappresenta una pratica fondamentale nell’esperienza dello yoga.
Cos’è la meditazione?
La meditazione è un’azione consapevole, attiva, interna, concentrata in cui il nostro oggetto è la pura COSCIENZA, il puro SPIRITO.
Poichè nel mondo psichico vale la regola che “così come tu pensi tu diventi”, la meditazione costituisce un’azione di trasformazione della mente in coscienza.
E’ dunque un processo che ci aiuta ad aumentare la nostra coscienza (come coscienza della vita, coscienza del suo significato, coscienza delle nostre emozioni, dei nostri desideri) e che sviluppa la capacità a dirigere le nostre energie là dove ce n’è più bisogno.
La nostra attività mentale è coinvolta sia dalle percezioni esterne che dai pensieri interni in quantità variabile. La maggior parte del tempo i nostri pensieri interni sono strettamente legati a ciò che percepiamo. A volte succede che il nostro pensiero vaga con una scarsa aderenza a dove stiamo e a ciò che stiamo facendo.
Nella meditazione chiudiamo le porte della nostra percezione e cominciamo ad interagire direttamente con il nostro pensiero libero dall’esperienza del presente.
Dopo le prime volte ci si rende conto che non siamo più distratti dalla posizione del corpo, e dai rumori esterni, ma che siamo distratti da un flusso incontrollato di pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi.
Con il tempo, praticando regolarmente la meditazione, si impara a superare anche questa fase di flusso di pensieri: la mente comincia ad acquietarsi e si sperimentano sensazioni di serenità, pace e consapevolezza. Possono affiorare soluzioni dal nostro intuito a problemi che ci preoccupano,  a volte ricordi passati che ci eravamo dimenticati.
Andando avanti con la pratica la mente si immerge in stadi di maggior profondità. La consapevolezza del presente si fa chiara e limpida. La nostra vita viene vista da una prospettiva più ampia e molte situazioni che ci appaiono come pressanti o limitanti vengono colte da una nuova luce, comprese in una prospettiva più ampia e serena. Si può raggiungere un livello in cui comprendiamo con chiarezza ciò che è significativo fare, quali sono le scelte più vicine a noi e migliori per la nostra vita. In stadi profondi si sperimentano sensazioni di gioia e amore elevati, a volte tanto intensi che si fa difficoltà a contenerli.
La meditazione è dunque un processo di trasformazione e miglioramente di noi stessi. Ogni meditazione costituisce un viaggio di esperienza interiore, che ci dona ricchezza interiore. Con una pratica regolare cambiamo gli occhi con cui guardiamo il mondo che ci circonda.

Meditazione yoga
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