bhakti – l’amore per la Vita

amore-per-vita L’Amore per la Vita…

l’amore come forma di attrazione, di desiderio e di spinta…
la Vita, nella sua interezza, nelle sue dimensioni fisica, mentale e spirituale.

Bhakti è devozione… ma cosa significa devozione?
Essere devoti e dediti a chi? a cosa?

Quando accettiamo, sentiamo o realizziamo che c’è qualcosa oltre il velo di ciò che vediamo e sperimentiamo con i nostri sensi…

è forse tutto riconducibile a materia? o tutto riconducibile ad energia?
E’ l’universo nient’altro che energia in innumerevoli forme senza null’altro?

Esiste forse qualcosa al di là di ciò che percepiamo? Continue reading bhakti – l’amore per la Vita

Yoga

fiore_di_lotoLo yoga è la realizzazione un’esperienza interiore di grande gioia, unità ed armonia. La parola yoga significa in sanscrito “unione”[1].

L’ottenimento di questa gioia interiore profonda ed intensa si ottiene attraverso una pratica completa[2]: fisica, mentale e ‘esistenziale’ (spirituale, o che coinvolge le parti più profonde della mente ).

Cos’è questa gioia? Continue reading Yoga

Mente, corpo e chakra – parte 3

Esiste poi il piano mentale (o psichico) delle emozioni, dei pensieri, dei ricordi. Questo piano vive parallelamente al corpo ma non è il corpo stesso. Costituisce una dimensione che ha un sua esistenza.

Quando la nostra mente diventa molto calma e limpida, il praticante è capace di percepire aspetti che non sono comunemente visibili.

E’ noto come una stessa situazione, come un paesaggio, un panorama, possano essere sentiti in modo molto diverso a seconda di come ci sentiamo; nel caso in cui la mente è turbata non sarà capace di cogliere diverse sfumature aspetti del panorama che le è di fronte. Quando la mente è calma, quando ci sentiamo in pace ed armonia, lo stesso panorama si rifletterà in noi e lo sentiremo nella sua interezza, nella sua bellezza cogliendo sfumature e particolari per noi prima inesistenti.

Nello tradizione dello yoga i praticanti hanno esplorato il corpo con una mente calma e limpida andando a percepire l’esistenza di elementi energetici[1] come i chakra (‘ruota’) e di diversi canali di energia (nadii’s) di cui tre di rilievo: Ida, Pingala e Sushumna .

Questi sono elementi del corpo-mente della persona realmente esistenti ma difficilmente percepibili. Alcune tradizioni e conoscenze le definiscono come centri di energia legati all’aura, una effulgenza multicolore strettamente connessa con le emozioni, stati d’animo ed esperienze.

Nel prossimo post, approfondiremo la collocazione dei chakra e la loro relazione con la fisiologia umana.

ciao,

a presto,

Guido


[1] E’ noto come alcuni animali siano capaci di percepire in modo netto il calore emesso da altri animali o dall’uomo stesso. Anche dalla scienza di oggi è riconosciuto che non esiste solamente ciò che è percepito dai soli organi sensori ma molto di più: siamo immersi in realtà in un mondo di vibrazioni sottili, tattili, visive, acustiche, e la nostra capacità percettiva ne cogli soltanto una parte.

Karma e meditazione

Mi è stato chiesto recentemente di approfondire la questione del “karma”. In particolare alla lettura dell’articolo la legge del karma Grazia chiede:
“Puoi farmi capire meglio perche’e come la meditazione puo’liberare dai vincoli del karma?”

Comprendere l’effetto profondo della meditazione non è semplice. Cercherò di chiarire alcuni punti essenziali.

Come si crea un samskara? Come si crea nella nostra mente la reazione all’azione che svolgiamo?
E’ possibile far sì da non accumulare più queste reazioni?

Nella mente ci sono tre aspetti funzionali:
1) Il senso dell’Io (Mahat)
2) Il senso dell’azione (Aham)
3) Il senso di ciò che si è fatto (Citta)

La mente utilizza questi tre sensi, o parti della mente.

Il senso dell’Io è quella parte della mente che ci dà la sensazione di individualità. Al mattino vai a lavoro. Alla sera torni a casa.
“Io sono andato a lavoro”
“Io sono tornato a casa”
La mente sente che quell’Io è sempre lo stesso. C’è un Io in voi, che vi dà la continuità dell’espreinza, della vostra vita… è un nucleo che si conserva anche se il tempo, i luoghi, le circostanze cambiano.

Alla mattina qualcuno per scherzo vi ha rasato i capelii, vi guardate allo specchio e vi spaventate..
il vostro corpo ha cambiato aspetto, caratteristiche, non è più lo stesso… eppure … tu sei sempre lo stesso.. “Io sono”…

C’è poi un parte della mente che controlla ed è coinvolta con l’azione.
“Io sento di esistere” ma anche “Io sento di potere… ” “.. sento di poter fare”.
Questo è il senso dell’”Io che agisce”. Quindi senti “Io sono” ma anche “Io agisco”
E’ quella parte della mente che lega il nostro senso dell’io all’azione.
A volte succede che nel fare le cose siamo talmente assorbiti che il senso dell’Io si nasconde, diventa piccolo piccolo, e così dopo ore alcune ore ci fermiano e riprendiamo consapevolezza.
Il tempo è voltato via, eravamo poco presenti…

L’ultimo parte della mente è il “Senso dell’Io ho fatto”.
Quando fai un pensiero c’è un
Io ,         l’azione del pensare e il pensiero

Il pensiero è il risultato della tua azione, è cioè “l’Io ho fatto”.
Molto più semplicemente possiamo dire che questa parte della mente è il nostro schermo mentale interiore dove proiettiamo l’esperienza esterna del mondo e l’esperienza interna dei nostri pensieri, sentimenti, emozioni.

Dunque quando l’Io si identifica con ciò che fa, con il risultato, ecco che si crea un forte legame tra ciò che si è fatto e i suoi risultati.

Avete svolto un compito a lavoro di cui ne siete fieri. Il capo chiede al gruppo “Chi è stato?”
E tu.. “Io .. Io .. Io sono stato” e i meriti dunque vanno a te.

La reazione della tua azione ti spetta.

Dunque ogni volta che compiamo un’azione si crea una reazione dentro di noi (samskara) perchè la mente sente che l’”Io” la sta compiendo.

Ma chi è questo Io?

La nostra mente si identifica con tutti i condizionamenti che ha ricevuto (in questa vita e nelle vite passate). In particolare se siete italiano, età 40 anni, nato a Roma, etc… vi identificate con queste qualità…

Il professore chiede in aula:”Chi è di Roma?”…

“Io.. Io.. Io sono di Roma”

I condizionamenti educativi, ambientali, innati (ovvero delle esperienze passate) ci condizionano, limitando e influenzando la nostra vita.
C’è chi dice buon karma, oppure cattivo karma...

Nella meditazione la mente dopo essersi raccolta dal mondo esterno cerca di concentrarsi… cerca di riscoprire la propria essenza con l’aiuto del mantra.
Il significato del mantra è sempre un significato universale, ampio, infinito.

“Io sono…. Coscienza”
“Io sono…. Puro Spirito”

Questo significato, questa idea, che coltiviamo nella mente, si incontra con tutti i condizionamenti (samskara) che abbiamo dentro di noi.
Questi condizionamenti sono spinti a venir fuori, a essere portati alla luce, a essere liberati.

Immagina ad esempio di essere incapace a ballare ma che hai un desiderio nascosto di farlo… questa convizione, radicata nella tua mente, ti condiziona, è un tuo condizionamento.
Praticando la meditazione l’Idea di essere Infinito, di essere Uno con la Coscienza, di essere quindi libero da ogni tipo di vincolo, fara sì che tu ti scontri/incontri con questo limite e fara sì che il tuo desiderio fiorisca dentro di te.
Qualcuno ti inviterà a “per caso” ad un corso di ballo, comincerai a notare di più gli annunci delle scuole di ballo…

Questo è un semplice esempio ma può essere esteso ad ogni evento della nostra vita.

“Nulla è casuale, tutto è causale”

La meditazione spinge la nostra mente a incontrarsi e confronatrsi con i prorpi limiti per superarli.
Quando abbiamo superato un limite abbiamo superato un nostro samskara.
Dunque la meditazione accelera il nostro progresso, fa sì che ciò che ci limita venga superato, che tutto ciò che ci tiene lontanto dalla pace, felicità, amore che è in te, venga sciolto per entrare nella dimensione dello Yoga, nella dimensione dell’Unione.