Ma che aspetti a fare yoga?

“Se ti aspetti che la vita ti renda felice, sarai infelice,
se agisci, sarai felice della vita che ti aspetta. ”

Cosa c’è da aspettare? Nulla!…
Cosa c’è da aspettarsi? Nulla!

A volte entri in uno stato di attesa e desiderio. Agisci con l’attesa e la speranza che qualcosa accada, qualcosa avvenga.
Va bene muoversi, agire, darsi da fare, ma questo “movimento” è importante che sia appropriato, corretto.

Dunque, dove vuoi andare? Cosa vuoi raggiungere? Cosa vuoi ottenere? Cosa desideri?

Consapevolemente o incosapevolmente ci muoviamo alla “ricerca” della soddisfazione dei nostri bisogni e desideri.

La mattina ti alzi.. ma cosa ti spinge ad alzarti?
Ti alzi con il pensiero che “devi” alzarti, che “devi” andare a lavoro,… che non “devi” fare tardi…

Quello che ti muove è apparentemente un senso del dovere.
Quello che ti dici è “devo” fare questo… devo perchè è importante.

Ma questo senso del dovere, questo senso della necessità nasconde
ciò che noi riteniamo importante
, ciò che noi accettiamo e desideriamo.

Devo andare a lavoro perchè è importante che lavori…
Non devo fare tardi all’appuntamento con il mio amico o amica perchè è importante non far aspettare.
Questa è la verità.

Consapevolmente o inconsapevolmente nutriamo una comunicazione interna, con delle reazioni o azioni di pensieri interni,
che ci “mobilitano”, ci smuovono a fare, ci smuovono in  una direzione.

Fai una telefonata ad un’amica aspettandoti di ricevere un’attenzione, un segno di affetto, di cura. La persona presa dal lavoro ti dà poco spazio, poca attenzione, e lì finisce la telefonata. Sei preso da un senso di dispiacere e rabbia.

Ecco ti sei mosso da un desiderio/bisogno/voglia di ottenere, ricevere, conquistare qualcosa…
E se ciò che ottieni non è ciò che desideri?
Se ti aspetti, se desideri con questo senso di attesa e aspettativa,
c’è il rischio allora che poi tu ti frusti, che tu prova frustrazione.

Dalla frustrazione, alla rabbia, al rancore, al disappunto, a diversi stati d’animo che spesso ci dominano,
che scorrono impetuosi nel nostro corpo, nel nostro sangue, e condizionano i nostri pensieri e il nostro stato d’animo.

Qual’è la soluzione?
Lo yoga invita a coltivare una retta azione. L’azione che è al di là del karma.

Agisci con uno spirito disinteressato, con un spirito di servizio.
Lo spirito di servizio è dare senza aspettarsi nulla in cambio, in poche parole è lo spirito d’amore.

Ma a volte, a volte poco, a volte spesso, hai desideri e bisogni
vorresti raggiungere l’oggetto del “piacere”, l'”oggetto” del tuo desiderio.
Vorresti ottenere ciò che senti in quel momento essere il tuo bisogno,
ciò che ti può soddisfare, ciò che ti può calmare, saziare, placare, assetare, sfamare.

Ecco, muoviti.. non ti fermare… hai provato, hai provato ad ottenere ciò che desideravi, spontaneamente in quel momento in cui ti sentivi di agire…

Speravi di ottenere qualcosa, “speravo di ottenere un sorriso”, eri alla ricerca del sorriso della tua amata o del tuo amato…
e non l’hai ottenuto…

beh! non importa… vai avanti…
lascia che le tue emozioni scorrano, fluiscano…
comprendine il senso, il significato e il valore… e
quindi usa la tua energia, canalizzala… dalle sfogo in una direzione diversa…
“se non è questo.. allora sarà quello”….

ecco allora muoviti… non aspettarti che le cose cambino da sole…
muoviti, agisci, fai, in modo che sia te a cambiare le cose,
in modo da dare piccoli cambiamenti alla tua vita.

Da cosa comincio?

Comincia dal tuo spazio che ti circonda e che ti influenza.

Comincia a mettere ordine e pulizia…
crea uno spazio consono alla tua espressione, alla tua vita…

una doccia con un buon sapone, abiti puliti e freschi,
siediti in meditazione cercando di portare luce e spazio e aria nella tua mente…
e poi una buona colazione con del cibo sano e fresco,
preparato con pazienza e attenzione…
e poi ordine nella casa, vestiti a loro posto,
ordine nel luogo in cui vivi…
ordine nel luogo in cui lavori….

Pensa alla pace, porta la pace,
pensa alla verità, porta la verità benevola,
pensa alla vita che scorre in te, porta la vita,
a Dio, a quello Spirito che tutto pervade, porto Spirito, porta gioia,
a ciò che è essenziale, abbandona il superfluo, porta il valore della tua presenza.

Coltiva pensieri puri, la giusta contentezza, uno spirito di aiuto, leggi un buon libro, medita.

Ogni lavoro, ogni azione può essere resa divina.
Non è facile ed è qualcosa che non si finisce mai di imparare.
Nel tempo, col tempo, questo aspetto del divino, della pace,
può scorrere sempre più nel tuo corpo, nella tua mente e nella tua anima.

Ogni giorno può essere un grande giorno.
Al termine prima di chiudere gli occhi, prima di abbandonarti,
ripercorri la tua giornata,
cos’a c’è stato di buono?
cosa ho raccolto, imparato?
cosa posso migliorare?

ecco alcune semplici domande, che ci
aiutano nel percorso di sé.

a presto,
Guido


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Esattamente “carya” (si legge “ciaria”) in sanscrito significa mangiare mentre ci si muove. La mucca spesso la vediamo mangiare e mentre rumina, si muove, ecco quest’azione di mangiare mentre ci si  muove è “carya”.
Ma mangiare non è che assorbire, che assimilare i nutrienti, la parte essenziale del cibo, e lasciare ciò che non è necessario.

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