La meditazione yoga: tirare l’arco e scoccare la freccia

Ciao! spero che stai sempre bene.

Oggi ti parlerò della meditazione yoga: tirare l’arco e scoccare la freccia.

Della meditazione trovi diversi articoli già in questo blog. Oggi mi voglio concentrare su ciò che contraddistingue la meditazione yoga dalle altre forme di meditazione.

Intanto la meditazione yoga è divisa in due momenti: una fase di raccoglimento e una di concentrazione. Stiamo qui parlando della meditazione yoga che viene insegnata personalmente da un monaco yoga o monaca yoga; è chiamata anche I lezione.

Se poi la persona non ha mai fatto meditazione l’insegnante sceglie spesso di dare una meditazione introduttiva che serve a preparare, chi si sta addentrando in questo nuovo splendido mondo dello yoga, alla meditazione vera e propria chiamata per l’appunto I lezione.

In sanscrito la parola appropriata è Ishvara Pranidhana.

Dunque due sono le fasi. Nella prima fase si fa uso della propria mente per raccoglierla e per purificarla dai colori che ha in quel momento posandola in un luogo speciale in connessione con la spiritualità.

Questo luogo speciale è uno dei quattro chakra superiori da quello del cuore a quello della sommità del capo, che viene indicato dall’insegnante.

E’ come immergere la propria mente in un oceano di pace e serenità, dopo averla liberata e purificata dai pesi mentali di emozioni e pensieri del giorno. Ma questo è solo il primo passo.

Il secondo passo è di coltivare quel sentimento di unione (yoga) tra la nostra dimensione individuale sottile o anima personale, e la dimensione universale o Anima che tutto pervade. Quest’ultima in sanscrito può avere nomi diversi come Parama Purusa, Parama Shiva, ora però non è importante soffermarsi su questo.

Lo strumento unico che si utilizza in questa seconda fase è un Mantra individuale (Ista Mantra).

Il mantra su cui torneremo in qualche articolo successivo è un suono che ha, in breve, il potere, l’effetto di liberare la mente. Man sta per mente, Tra per liberare.

Ecco allora che in questa seconda fase il praticante di yoga che fa meditazione comincerà dopo essersi “raccolto” anche mentalmente (I fase), a ripetere questo suono, comincerà ad “in-cantarsi” con una breve e essenziale melodia data dal  mantra, ripetuta insieme al respiro.

Questo suono, che ha un intimo legame con la dimensione spirituale, libera la mente e porta il praticante a immergersi in una dimensione di pace e serenità, di gioia e amore, di luce e leggerezza.

Ecco dunque che meditare yoga significa liberarsi dai fardelli mentali e spingersi, dirigersi verso quella Pace, Beatitudine che è racchiusa nel nostro cuore.

La meditazione è lo strumento principe dello yoga, una parte fondamentale e imprescindibile.

E’ proprio quell’azione che ci guida a diminuire la distanza tra l’Io e il sé, e tra il sè (individuale) e il Sè (universale). Come ti facevo notare in un articolo precedente, la spiritualità è proprio tutto ciò che è fatto per diminuire questa distanza con l’intento di immergersi (yoga) alla fine con l’Uno Unico. Questa è l’esperienza del samadhi, o realizzazione somma.

Tirare l’arco e scoccare la freccia.

Nella meditazione yoga tirare l’arco è la preparazione, può essere intesa come tutto ciò che è attorno alla meditazione: dunque le posizioni, la moralità, la respirazione, e le altre tecniche.

Lo scoccare la freccia è invece proprio la meditazione stessa, intesa, come abbiamo visto, come un processo in cui la nostra esistenza cerca di cogliere, “colpire” la Coscienza più profonda.

Ma la meditazione stessa può essere vista come un prepararsi e uno scoccare.

Nella prima fase di raccoglimento “tiriamo l’arco”, nella seconda fase di concentrazione e ripetizione del mantra “scocchiamo la freccia”.

a presto,

Guido

ivan

Carissimo Guido, sono 43 anni che mi interesso di Yoga e devo dirti che
mi piace molto lo stile semplice con cui hai trattato questi primi insegnamenti. Grazie, continuerò a seguirti. Om Santi.

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