Brahmachakra II – yoga come meta finale

In un’ articolo precedente abbiamo introdotto la prima parte della cosmologia yogica chiamata Brahmacakra.Abbiamo visto come secondo lo yoga ogni cosa nell’universo è espressione di un’Unità, chiamata Brahma. Quest’Unità/Entità ha un suo percorso, una sua manifestazione.

Il suo ciclo “di vita” parte da uno stato di Pace Assoluta, di Infinito “incontaminato” dall’Energia, Pura Coscienza alla Creazione con la manifestazione dell’intero universo. Ogni entità, ogni creazione viene vista come l’insieme di 5 fattori fondamentali (etereo, aereo, luminoso, liquido, solido). Questi fattori si sono sviluppati nell’Universo gradualmente dal fattore più “sottile” (etereo) al fattore più “grezzo” (solido).

Questa prima fase (in sanscrito saincara) è la fase in cui l’Energia domina sempre più sulla Coscienza. Infatti Tutto è Brahma, unione di Coscienza ed Energia.
Dopo la creazione del fattore solido l’Energia continua a “voler” esercitare una maggiore influenza, pressione, sulla Coscienza.

La materia (oramai “forma grezza” ed espressa di Coscienza) continua a subire la pressione dell’Energia, ovvero la Coscienza (ora in forma di materia) è sempre più assoggettata all’Energia.

Nel nostro pianeta terra attraverso il noto processo di raffreddamento della crosta terrestre si sono formati tutti gli elementi chimici a noi noti. Gli spazi interatomici, e intermolecolari vengono sempre più “ridotti”.

Arriva un momento in questa fase in cui la Coscienza è influenzata al suo massimo. La materia subisce cioè un intensità di pressione elevata.

Due sono le situazioni che possono accadere:

se l’ambiente non è congeniale si ha un processo a ritroso, in cui il fattore solido esplode e si riconverte negli altri fattori.

oppure se il fattore ambientale è congeniale, avviene un evento speciale….

.…si forma la vita.

Come è possibile che la vita nasca dalla materia?

Cosa fa la materia quando è soggetta ad un’enorme pressione?

Ad esempio cosa fa il carbonio quando si trova in certe condizioni ed è schiacciato dal peso di un’intera montagna… si forma il diamante… un cristallo. Il cristallo è una struttura molecolare ordinata; nasce a volte come risposta a sollecitazioni fisiche intense in cui la materia risponde creando dei legami forti… in cui è l’ordine che dà la forza.

Quest’ordine è il preludio della vita dalla materia.

E’ noto come alcuni virus si possono conservare sotto forma di cristalli inerti per moltissimi anni.

E’ anche noto che il virus è considerato un organismo al confine tra il vivente e il non-vivente.

C’è chi sostiene che il dna, la struttura molecolare capace di veicolare la memoria genetica e capace di garantire la riproduzione cellulare si possa essere formato negli oceani.

A pressioni enormi di fatto si è formata la vita dalla materia. (e quest’ultima non è altro che una forma della Coscienza, espressione della Mente Cosmica).

E la prima cellula, il primo organismo vivente è dotato di un aspetto mentale, di una primordiale mente individuale o unitaria.

Ecco che la materia (originata dalla Coscienza) di fronte all’incessante pressione dell’Energia si è organizzata creando una struttura capace di accogliere una mente.

Dunque il primordiale organismo vivente ha una struttura fisica a cui è associata una mente individuale (jiiva).

Abbiamo detto che sotto un’enorme pressione la materia può o esplodere ricreando i fattori più sottili fino a quello eterico o si può creare un struttura vivente dotata di mente.

Il momento in cui la Coscienza acquista una mente individuale, questo è un punto di svolta

Due infatti sono i possibili movimenti in cui può trovarsi la Coscienza:

il primo è un movimento dal “sottile al grezzo” (saincara), un movimento estroverso , e centrifugo;

il secondo è il movimento “dal grezzo al sottile” (pratisaincara).

Ricapitolando dunque:
Dalla Coscienza allo stato puro con l’Energia in perfetto equilibrio, si è creato il primo squilibrio, e quindi la prima influenza dell’Energia sulla Coscienza con la formazione della Mente Cosmica.

In questo momento comincia il movimento dal “sottile al grezzo”. Questo processo termina con la formazione della mente. Avviene quando l’Energia esercitando il suo massimo di influenza sulla Coscienza, permette la nascita di una mente che è associata ad una struttura organica.

In questo particolare momento, la Coscienza comincia a riprendere il Controllo sull’energia. Qui inizia la seconda fase, il movimento dal “grezzo al sottile”.

Dunque nella prima fase l’Energia domina sempre più sulla Coscienza, e in questa seconda fase l’Energia domina sempre meno sulla Coscienza; la Coscienza viaggia cioè a “ritroso” liberandosi dall’influenza sempre più pressante che ha ricevuto.

Attraverso un processo di “scontro e coesione” sotto forma di apprendimento e adattamento la mente individuale della cellula primordiale comincia ad evolversi.

Quando la mente è evoluta e non riesce a mantenere il parallelismo con il corpo a cui è associata, avviene un distacco o morte. La mente viene quindi associata ad un nuovo corpo, una nuova struttura fisica, più complesso capace di mantenere il parallelismo con la mente evoluta[1].

Questo processo permette alla singola mente individuale di evolvere ed espandersi.

Anche nell’evoluzione del pianeta terra possiamo riscontrare questo processo di evoluzione.

La formazione di cellule primordiali unicellulari, poi organismi pluricellulari sotto forma di piante e poi animali e quindi esseri umani.

E’ da notare che l’evoluzione della mente segue un processo inverso della creazione della Mente Cosmica. La mente individuale o unitaria della cellula è inizialmente composta da un Energia più statica. Il senso dell’”Io ho fatto”, o citta, o senso del risultato è dominante. Questo significa che la cellula riproduce in sè, nel livello mentale, le percezioni e stimoli sensori, ma il suo potere di azione, senso dell’azione o aham, è praticamente inesistente, così come il senso dell’Io o mahat.

Con un processo di scontro e confronto, di stress e adattamento, la mente unitaria si evolve.

Il senso dell’azione aumenta. L’organismo è cioè in grado di controllare maggiormente ciò che percepisce e ciò che fa.

L’uomo è quell’essere vivente in cui la coscienza individuale può riflettersi; è capace cioè di autocoscienza. In questo caso il senso dell’esistenza si sente al punto da potersi riflettere. La coscienza individuale, la parte testimone della propria vita individuale, sa che “io esisto”.

A questo punto l’uomo comincia ad avere un grado di controllo sulle proprie azioni con coscienza. Può riconoscere se ciò che compie è bene o male, è giusto o ingiusto.

Questa capacità di autocoscienza, la libertà che ha acquisito, permette all’uomo di accelerare o ritardare il processo di ritorno a casa.

La sua coscienza individuale desidera immergersi nella Coscienza Cosmica. La coscienza individuale desidera ritornare allo stato di pace assoluta iniziale.

Abbiamo visto come questo processo si rilfetta sulla condizione della kundalini e della sua elevazione.

E’ interessante notare come il percorso di realizzazione del Sè non faccia che ripercorre interiormente lungo la colonna vertebrale il superamento dal dominio dei diversi fattori. Infatti la kundalini superando il primo cakra “libera” la coscienza individuale dall’influenza del fattore solido, e poi con il passaggio attraverso il secondo chakra “libera” la coscienza individuale dall’influenza del fattore liquido, e così via.

Lo stato di yoga ([2],[3])è la realizzazione di essere Uno con la Coscienza Cosmica, ovvero quando la coscienza individuale si immerge e unisce con la Coscienza Cosmica.

Dunque verso dove andiamo?

Siamo attratti da ciò che ci fa riscoprire la nostra natura, siamo attratti dal risvegliare la Coscienza assopita in noi, per realizzarla e immergersi in essa.

In ogni gesto, in ogni movimento, in ogni direzione ciò che cerchiamo consapevolmente o inconsapevolmente è la Sorgente da cui veniamo. Lì vogliamo ritornare. E quando cominciamo ad esserne consapevoli desideriamo accelerare il viaggio, desideriamo dirigerci senza troppe deviazioni ma sempre più spediti verso ciò che sentiamo poterci dare la nostra realizzazione più intima.



[1] Questo presupposto che la mente vive al di là del corpo a cui è associata spiega la possibilità di più vite o reincarnazione dell’individuo “mentale”.

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