Yoga ed equilibrio

Non si può pensare allo yoga senza pensare all’equilibrio.

Spesso molti allievi alle prime armi, quando chiedo loro cos’è yoga, mi rispondono “equilibrio”, a volte armonia, a volte benessere, e altre definizioni, idee che si sono fatti raccogliendo qua e là impressioni, informazioni, notizie.

Ma l’aspetto dell’armonia, dell’equilibrio, della pace come risultato di un equilibrio raggiunto, sono le parole che più spesso vengono nominate.

In che senso lo yoga è equilibrio?

L’aspetto dell’equilibrio come ti dicevo è fondamentale nello yoga. Senza equilibrio, si ricorda, lo yoga è impossibile.

Ma allora, mi dirai tu, bisogna prima averlo trovato, credevo che lo yoga portasse equilibrio NON che lo richiedesse.

Ti sembrerà un paradosso, ma sono veri entrambi questi due punti di vista, apparentemente opposti.

Per fare yoga, per cominciare lo yoga, un minimo di equilibrio è richiesto. Ad esempio se una persona viene ad un corso, ed è troppo tesa, è eccessivamente nervosa, lo sarà a tal punto che la pratica, l’esperienza della lezione, gli risulterà fastidiosa, troppo lenta, troppo calma, con troppe pause. Ecco allora, che se non avrà preso coscienza dei suoi limiti, del suo bisogno di superare proprio la sua tensione che è parte della sua modalità di relazionarsi con le situazioni e le persone, ecco allora che la lezione di prova non gli piacerà, cercherà uno yoga più dinamico, più fisico, più vicino al suo modo di vivere.

Dunque la persona dovrà aver preso coscienza dei suoi limiti, dovrà cioè aver raggiunto un minimo di equilibrio tra l’essere coinvolto dalla sua energia, dalla sua modalità di esprimersi ed essere, e la consapevolezza di ciò che accade in lui.

D’altra parte lo yoga porta anche equilibrio, anzi lo rafforza, lo irrobustisce. Anzi ti dirò di più, che proprio una parte dello yoga è volta, dedita, concentrata, a sviluppare un equilibrio con il mondo esterno e con il mondo interno.

Questi due aspetti dello yoga si chiamano yama e niyama. Ne ho già parlato in precedenti articoli. Ma l’argomento e non solo, l’aspetto pratico soprattutto, sono di tale fondamentale importanza che non si finisce mai di comprendere, vivere, approfondire, questo aspetto dello yoga. Come ti dicevo è talmente tanto importante che si rammente che “senza yama e niyama la sadhana è impossibile“. Qui la parola sadhana indica la pratica dello yoga.

Dunque senza la moralità (yama e niyama) la pratica dello yoga è impossibile.

La moralità è proprio nello yoga sinonimo di equilibrio. Senza moralità non c’è equilibrio. Una persona morale, secondo lo yoga, è quella persona capace di mantenere equilibrio con il suo mondo interno e il suo mondo esterno.

Come vedremo negli articoli successivi, anche se poi ne ho già parlato spesso in altri articoli precedenti :-), sarà fondamentale comprendere e sapere praticare questi aspetti dello yoga, questi aspetti della moralità, che ci permettono di coltivare un enorme equilibrio nella nostra vita.

L’equilibrio che possiamo ottenere con lo yoga è dunque grande. Proprio i primi due passi dell’astanga yoga, uno dei tipi di yoga più diffuso, sono yama e niyama.

a presto,

Guido

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Guido

barbara

L’articolo mi è piaciuto molto, vorrei un approfondimento….Io ho iniziato da poco…. e mi ha reso molto più….equilibrata e con maggiore autocontrollo…..
Posso saperne di più?

Guido Di Gioacchino

Ciao Barbara,
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a presto,
Guido

Carmen

Io ho cominciato fare lo yoga dopo aver letto “I cinque riti tibetani”… poi fare proprio gli esercizi… mi sento molto meglio… ma, la strada non è conclusa come pensavo al inizio, ma è proprio al inizio…. e ho tanto da imparare. Sono contenta che non so come ho scoperto questo sito…. leggo, leggo e leggo… mi piacerebbe fare un corso… di più… grazie e complimenti! Carmen

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