Interno ed esterno

Equilibrio-interno-esterno-yoga
Equilibrio-interno-esterno-yoga

Ciao… anzi Namaskar!

saluto la divinità che è in te con la forza della mia mente e l’amore del mio cuore…

Oggi dopo un po’ di assenza… ti racconterò dell’equilibrio interno ed esterno.

Si dice: “senza yama e niyama la sadhana è impossibile”

Ma che significa?

Yama è l’equilibrio con il mondo esterno

Niyama è l’equilibrio con il mondo interno

Sadhana rappresenta in breve le pratiche dello yoga.

Dunque senza un preliminare equilibrio interno ed esterno le pratiche dello yoga sono impossibili, o anche, potremmo dire, molto molto difficili.

Quello che vedo ai miei corsi è che le persone che cominciano sono comunque persone che hanno maturato un loro equilibrio;  sono sì alla ricerca di strumenti per migliorare il loro benessere, per superare alcuni problemi o difficoltà, ma hanno comunque sviluppato, maturato un certo loro equilibrio interiore.

Ma come? mi dirai… non è lo yoga a portare equilibrio?

E’ vero.. ma nella vita il movimento si muove a spirali (? 🙂 ) …

ovvero avendo raggiunta una certa condizione si è capaci di spingersi con un passo oltre che a sua volta migliora la condizione di partenza.

Dunque con un minimo di equilibrio posso praticare un po’ di yoga e questo po’ di yoga mi permette di aumentare la mia condizione di equilibrio iniziale.

e dunque? cosa fare?

Certo l’approccio può essere simultaneo.. praticare dunque le indicazioni per un maggior equilibrio esterno ed interno (yama e niyama) e fare anche le altre pratiche yoga (sadhana)…

E da cosa nasce questo equilibrio esterno ed interno?

Nasce dalla consapevolezza di come utilizziamo la nostra energia, di come la dirigiamo esternamente attraverso l’espressione di noi stessi… pensiero, parola e azioni rivolte all’ambiente, alle persone che ci circondano, agli altri esseri viventi in genere e dunque anche,  agli animali, piante; e alla fine anche dalla consapevolezza di come dirigiamo la nostra energia verso tutti gli oggetti, le cose con cui entriamo in contatto.

E nasce anche dalla consapevolezza di utilizziamo la nostra energia internamente, attraverso i nostri pensieri e le nostre scelte che riguardano direttamente noi stessi, la nostra interiorità, il nostro corpo, le nostre emozioni.

Lo yoga molto chiaramente ci offre dei principi, dei punti di riferimento con cui confrontarci e per vedere, da una parte cosa peggiora la nostra condizione, e dall’altra cosa fare per migliorarla.

Ho scritto già diversi articoli su yama e niyama e dunque se sei curioso cercali sul sito, clicca sulla barra laterale alla voce “moralità dello yoga” e così troverai tanti articoli da leggere e approfondire.

Lasciami poi i tuoi commenti.. che mi danno la possibilità di chiarire meglio e di approfondire l’argomento per te e per chi leggerà in futuro questo post.

grazie,

a presto,

Guido

PS

Ti è piaciuto? Non ti è piaciuto?

Lascia un tuo commento, una tua riflessione… te ne sarò grato.

Devino Feldmann

Mi a piaciuto molto. Grazzie per le belle cose che ha scrito. Divido questo com miei amichi brasiliani. Salute

giovanni

Le tue parole, solo leggendole, riescono ad aiutare, ad invogliare chi ancora, o nuovamente, è in una situazione di stallo. e’ vero il movimento si muove a spirali, ma ogni tanto si incontra una sorta di gradino su cui alle volte ci fermiamo e solo con difficoltà riusciamo a superare e ad immergerci nuovamente nel flusso a spirale della crescita.
grazie per il tuo “rientro”
Namaskar

Enza

Dici bene lo yoga porta equilibrio, proprio ieri ai miei ragazzi prima di iniziare la nostra lezione ho inviato una @, contenente questa frase: “LA FORZA SENZA LA FLESSIBILITÀ’ E’ UNA DEBOLEZZA”.
E la flessibilità la otteniamo portando equilibrio internamente ed esternamente.
Ritengo che per l’uomo moderno lo yoga sia una grande possibilità di ritrovarsi, di guarirsi, di riscattarsi. Un piccolo angolo di paradiso, confortevole come l’abbraccio della mamma. Trovi tutto!!!!!

grazie per il tuo articolo,
Anisha

alessandra riccardi

Namaskar Guido,leggere questo articolo mi è molto utile in questo momento della mia vita ,come si dice niente è casuale,un grazie di cuore,alessandra

Guido Di Gioacchino

Grazie Giovanni,
il movimento si muove a spirali…
e non solo quello del nostro progresso…

anche i cakra si muovono a spirali.. ma questa è tutta un’altra
storia… e un giorno ci rifletteremo no?

I gradini… si c’è chi lo chiamava il passaggio tra il MI e il FA …
Gurdjeff…
quando facciamo uno sforzo in una direzione, la nostra “inerzia”
ci porterà indietro ad un certo punto, e dunque se saliamo di un pò
la nostra inerzia ci porterà dopo un pò di nuovo in basso…
il punto da evitare è di tornare esattamente allo stesso punto…

altrimenti saremmo come una molla che fa su e giù!! 🙂
e dunque dovremo come fare un salto quantico, un salto
di energia, in cui il nuovo stato, la nuova condizione diventa
stabile (sempre oscillatoria) ma su un altro piano,
e per questo abbiamo bisogno della giusta quantità di energia e determinazione…

Il movimento è parte della vita, e questo è sempre ondulatorio…
questa è legge di natura… il punto è entrare/creare un flusso tale
che l’onda abbia un “trend”, nonostante onda, in salita….

come fare? attraverso la sadhana, attraverso una pratica regolare dello yoga…

il primo segreto, il primo passo è la regolarità
regolarità… nonostante tutto… che diventa nel tempo… immancabilità

a presto,

Guido

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