Asteya: il terzo principio della moralità

Asteya è il 3° principio della moralità dello yoga.
Asteya significa non rubare, non appropriarsi di ciò che è altrui senza aver chiesto il permesso.
Asteya si applica sia agli oggetti fisici, ma anche agli “oggetti” intellettuali, alle  idee.
Asteya ha un aspetto evidente, grossolano, ma anche sottile o mentale.

Esempi sul piano mentale:
Un tuo amico ha un’idea, un’iniziativa, ad esempio, di incontrarsi con i vecchi amici della scuola, te la propone e tu la accogli…
poi cominci a chiamare i tuoi amici e gli dici “IO ha avuto al bella idea.. ecco stai violando questo principio.
Un altro esempio è quando a lavoro si presenta come proprio il lavoro fatto da altri colleghi, o non si riconosce la giusta importanza, la giusta “proprietà”, di ciò che è stato fatto .

Quando diamo per scontato che la persona amica ci offrirebbe ciò che suo e lo prendiamo senza chiederglielo anche qui violiamo questo principio.
Ad esempio Paolo potrebbe prendere il motorino in prestito che il fratello Marco gli presta spesso, senza chiederglielo, sapendo che lui in quel giorno è occupato e che è sempre stato gentile nell’offriglielo.

Come ho ricordato più volte nei precedenti articoli bisogna ricordarsi che questi principi non sono da considerarsi come regole esterne da applicare e seguire in modo auto-imposto. Anzi, vale il contrario.
Ogni principio va compreso e vissuto nelle nostre azioni quotidiane. Se ci facciamo caso impareremo a capire quando seguiamo il principio e quando lo violiamo.
Il seguire questi principi yoga in modo consapevole ci garantisce un equilibrio mentale solido e duraturo, una graduale e sempre maggiore senso di serenità e pace.
E’ attraverso questa moralità spirituale che è possibile fondare una meditazione di successo.

Propensioni mentali come l’avidità, o il desiderio eccessivo di oggetti materiali, il poco rispetto delle persone possono spingere a non seguire questa indicazione morale.

D’altra parte coltivare un atteggiamento rispettoso e consapevole di ciò che è mio e ciò che è dell’altro, di ciò che è dovuto, un’attenzione a chi afferma una data idea, la riconoscenza del valore di ciò che viene fatto e chi l’ha fatto,  sono modi di porsi di fronte alla vita che alimentano e portano  un grande senso di armonia e pace in te.

ciao,
Guido

PS
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