Aparigraha: vivere del giusto

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di Brahmacarya, ovvero del praticare un’ideazione “divina” nella nostra vita quotidiana, nel considerare la manifestazione come espressione di una realtà spirituale, o potremmo anche dire, vivere e cogliere la spiritualità insita nella vita di ogni giorno. (clicca qui per rileggere l’articolo)

Passiamo ora a descrivere il 5° e ultimo principio di Yama dello yoga.

L’ultima delle indicazioni di Yama riguarda la nostra relazione con di ciò che possediamo per vivere.
Aparigraha significa non indulgere in amenità e comfort della vita superflui alla nostra stessa esistenza.

Questo principio non è determinato ma relativo. Ciascuno di noi può rendersi conto e riflettere se vive di oggetti superflui o meno.
La questione fondamentale è che gli oggetti terreni sono limitati ed eccedere in un loro possesso significa privare qualcun altro di tali oggetti. E’ un dunque un’indicazione che ha un aspetto “sociale”.

Se ad esempio in un’isola ci fossero 100 famiglie e 100 case, il possedere 2-3 case per alcune famiglie comporterebbe far sì che altre famiglie ne siano prive. Questo potrà sembrare un esempio banale perché si pensa che ciascuno deve pensare al suo benessere, che quello che si riesce a conquistare e guadagnare non deve avere limiti e che non è rilevante considerare se  è interferisca o meno con la vita degli altri. Fortunatamente con il passare degli anni una visione ecologica e sostenibile del mondo pone accento sulle conseguenze del nostro progresso sociale e dà enfasi alla valutazione e cura delle risorse del nostro pianeta e del loto utilizzo.

Spesso anche si pensa che il mio comportamento individuale non ha peso o influenza sulle dinamiche sociali collettive. Ma fortunatamente anche quest’idea è sempre più contrastata dalla consapevolezza sociale del peso delle nostre scelte individuali in termini di acquisti e di scelte di vita. Ne sono un esempio in questo ultimo periodo nel nostro paese la promozione di interventi di raccoltà differenziata dell’immondizia nei vari comuni, o la promozione di utilizzo di energia alternativa da parte delle famiglie.

Dal punto di vista personale la nostra mente ad un livello profondo  “sa” se il proprio comportamento relativo al possesso di oggetti materiali è eccessivo o equilibrato.

Aparigraha è un impegno per vivere di ciò che ci è veramente utile e nel ridurre i proprio oggetti di comfort per simpatia con l’uomo comune dopo essersi assicurati che siamo capaci  di è mantenerci nei livelli fisici, mentali e spirituali per noi stessi e per la nostra famiglia.

E’ da tener conto anche che nell’applicazione di Aparigraha gli “oggetti di piacere” variano, aumentano o diminuiscono al variare del tempo, spazio e persona; ma che comunque la definizione di questo principio è applicabile per tutte le persone in tutti i tempi  e per tutti i luoghi.

Dunque vivere di ciò che è utile e non superfluo ci aiuta ad avere una personalità equilibrata a tutti i livelli dell’esistenza, a tutti i ivelli della nostra vita.

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