Karma e meditazione

Mi è stato chiesto recentemente di approfondire la questione del “karma”. In particolare alla lettura dell’articolo la legge del karma Grazia chiede:
“Puoi farmi capire meglio perche’e come la meditazione puo’liberare dai vincoli del karma?”

Comprendere l’effetto profondo della meditazione non è semplice. Cercherò di chiarire alcuni punti essenziali.

Come si crea un samskara? Come si crea nella nostra mente la reazione all’azione che svolgiamo?
E’ possibile far sì da non accumulare più queste reazioni?

Nella mente ci sono tre aspetti funzionali:
1) Il senso dell’Io (Mahat)
2) Il senso dell’azione (Aham)
3) Il senso di ciò che si è fatto (Citta)

La mente utilizza questi tre sensi, o parti della mente.

Il senso dell’Io è quella parte della mente che ci dà la sensazione di individualità. Al mattino vai a lavoro. Alla sera torni a casa.
“Io sono andato a lavoro”
“Io sono tornato a casa”
La mente sente che quell’Io è sempre lo stesso. C’è un Io in voi, che vi dà la continuità dell’espreinza, della vostra vita… è un nucleo che si conserva anche se il tempo, i luoghi, le circostanze cambiano.

Alla mattina qualcuno per scherzo vi ha rasato i capelii, vi guardate allo specchio e vi spaventate..
il vostro corpo ha cambiato aspetto, caratteristiche, non è più lo stesso… eppure … tu sei sempre lo stesso.. “Io sono”…

C’è poi un parte della mente che controlla ed è coinvolta con l’azione.
“Io sento di esistere” ma anche “Io sento di potere… ” “.. sento di poter fare”.
Questo è il senso dell’”Io che agisce”. Quindi senti “Io sono” ma anche “Io agisco”
E’ quella parte della mente che lega il nostro senso dell’io all’azione.
A volte succede che nel fare le cose siamo talmente assorbiti che il senso dell’Io si nasconde, diventa piccolo piccolo, e così dopo ore alcune ore ci fermiano e riprendiamo consapevolezza.
Il tempo è voltato via, eravamo poco presenti…

L’ultimo parte della mente è il “Senso dell’Io ho fatto”.
Quando fai un pensiero c’è un
Io ,         l’azione del pensare e il pensiero

Il pensiero è il risultato della tua azione, è cioè “l’Io ho fatto”.
Molto più semplicemente possiamo dire che questa parte della mente è il nostro schermo mentale interiore dove proiettiamo l’esperienza esterna del mondo e l’esperienza interna dei nostri pensieri, sentimenti, emozioni.

Dunque quando l’Io si identifica con ciò che fa, con il risultato, ecco che si crea un forte legame tra ciò che si è fatto e i suoi risultati.

Avete svolto un compito a lavoro di cui ne siete fieri. Il capo chiede al gruppo “Chi è stato?”
E tu.. “Io .. Io .. Io sono stato” e i meriti dunque vanno a te.

La reazione della tua azione ti spetta.

Dunque ogni volta che compiamo un’azione si crea una reazione dentro di noi (samskara) perchè la mente sente che l’”Io” la sta compiendo.

Ma chi è questo Io?

La nostra mente si identifica con tutti i condizionamenti che ha ricevuto (in questa vita e nelle vite passate). In particolare se siete italiano, età 40 anni, nato a Roma, etc… vi identificate con queste qualità…

Il professore chiede in aula:”Chi è di Roma?”…

“Io.. Io.. Io sono di Roma”

I condizionamenti educativi, ambientali, innati (ovvero delle esperienze passate) ci condizionano, limitando e influenzando la nostra vita.
C’è chi dice buon karma, oppure cattivo karma...

Nella meditazione la mente dopo essersi raccolta dal mondo esterno cerca di concentrarsi… cerca di riscoprire la propria essenza con l’aiuto del mantra.
Il significato del mantra è sempre un significato universale, ampio, infinito.

“Io sono…. Coscienza”
“Io sono…. Puro Spirito”

Questo significato, questa idea, che coltiviamo nella mente, si incontra con tutti i condizionamenti (samskara) che abbiamo dentro di noi.
Questi condizionamenti sono spinti a venir fuori, a essere portati alla luce, a essere liberati.

Immagina ad esempio di essere incapace a ballare ma che hai un desiderio nascosto di farlo… questa convizione, radicata nella tua mente, ti condiziona, è un tuo condizionamento.
Praticando la meditazione l’Idea di essere Infinito, di essere Uno con la Coscienza, di essere quindi libero da ogni tipo di vincolo, fara sì che tu ti scontri/incontri con questo limite e fara sì che il tuo desiderio fiorisca dentro di te.
Qualcuno ti inviterà a “per caso” ad un corso di ballo, comincerai a notare di più gli annunci delle scuole di ballo…

Questo è un semplice esempio ma può essere esteso ad ogni evento della nostra vita.

“Nulla è casuale, tutto è causale”

La meditazione spinge la nostra mente a incontrarsi e confronatrsi con i prorpi limiti per superarli.
Quando abbiamo superato un limite abbiamo superato un nostro samskara.
Dunque la meditazione accelera il nostro progresso, fa sì che ciò che ci limita venga superato, che tutto ciò che ci tiene lontanto dalla pace, felicità, amore che è in te, venga sciolto per entrare nella dimensione dello Yoga, nella dimensione dell’Unione.

yoga e la ricerca della felicità

La via per la felicità

Ciascuno di noi, come te, sta cercando di stare bene. E’ nella nostra natura di cercare il benessere e allontanarci dal dolore.
Con il passare dei giorni viviamo momenti felici, altri momenti tristi, altri che lasciano il tempo che trovano… eppure ogni giorno ci alziamo cercando di migliorare la nostra vita, di esprimere i nostri valori, di dare un contributo al mondo significativo.
C’è chi purtroppo lotta cercando di sopravvivere e non ha tempo e modo di dare un senso più alto e dignitoso della propria vita.
Chi, migliaia di anni fa, è riuscito a dedicare tempo alla ricerca della felicità, ha scoperto che il segreto è dentro di noi.
Dentro di noi possiamo scoprire e raggiugnere uno stato di pace, amore, beatitudine che è la vera felicità.. quella che non cambia con il tempo, con lo spazio o con le persone che ci circondano… è una sensazione e un sapore che riempie il nostro intero essere.

Per scoprirla dobbima equilibrare e purificare il nostro corpo e la nostra mente, in modo che questo stato possa trovare un buon terreno dove fiorire.
Allora la via per la felicità (Ananda Marga) è data da quegli strumenti che purificano corpo e mente e permettono alla nostra coscienza di elevarsi.

“Fisicamente in forma, mentalmente forti, spiritualmente elevati”

Gli strumenti sono molti, ma si comincia con quelli più semplici come le indicazioni di equilibrio (yama e niyama) e con la pratica delle posizioni (asana’s), per poi gradulamente acquisire gli strumenti di controllo del respiro (pranayama) della meditazione (prathyahara e dharana) e della meditazione profonda (dhyana). Avremo così momenti in cui assaggeremo questa felicità dentro di noi, senza che nulla di esterno sia accaduto, sentiremo che dentro di noi c’è la possibilità di stare bene, di vivere in una gioia straordinaria.

Che ce lo diciamo a no, la nostra natura vuole ottenere uno stato interiore di felicità indipendente dal’esterno, uno stato duraturo e solido, con fondamena granitiche.
Lo possiamo esprimere con il desiderio di conoscere, di informarci, con il desiderio di fare del bene, di aiutare gli altri, e in tanti altri modi.

Quando avremo assaggiato anche un poco di questo “nettare” che è dentro di noi,
nascerà anche il desiderio di dare agli altri la possibilità di sperimentare ciò che è alla portata di tutti ma che non ha prezzo
nascerà il desiderio di aiutare gli altri …

Per questo la via della felicità si può racchiudere nella frase:
“Realizzazione del Sè e servizio all’universo”.

Un mantra straordinario che può essere usato da tutti indiscriminatamente è :
Ba’ba’ Nam’ Kevalam’
“Tutto è espressione dell’Amore Infinito”

Tantra

Tantra una parola che qui in occidente è nota soprattutto per alcune tecniche legate alla sessualità. Queste conoscenze sono una tradizione più recente e del tantra originario.

TAN = espansione
TRA = liberare

Il Tantra è quel processo, quelle conoscenze pratiche che ti liberano attraverso un processo di espansione.
La scienza che ti libera da tutte le limitazioni fisiche, mentali e spirituali è Tantra.
La parola Tantra divenne Taota, poi Taola e quindi Taoa. Alla fine Tao. Il famoso simbolo del Tao e la sua filosofia splendida, il taoismo,  ha infatti influssi dello spirito tantrico, dello spirito del Tantra.
E’ interessante che anche la parola sanscrita Dhyana, che indica la meditazione profonda nello yoga, divenne Chan (che in cinese indica la meditazione) e si trasformò in Chen (Coreano) e poi in Zen (Giapponese). Lo Zen anche questa un’altra splendida filosofia.

Il Tantra ha origine lontanissime che risalgono a circa 7000 anni fa. A quel tempo una personalità incredibile dal nome Shiva diede forma all’insegnamento tantrico in modo sistematico. Già prima di lui,  c’erano alcune forme di meditazione e ricerca interiore, alcune conoscenze esoteriche, ma fu questo grande maestro che diede la reale identità al Tantra.

Ma qual è lo spirito del Tantra?
Essere tantrici, seguire le pratiche del Tantra, significa lottare direttamente contro le forze opposte, contro gli ostacoli che si frappongono lungo il cammino del progresso e diffondere i più alti principi dell’umanesimo universale.
E questo spirito deve essere provato dall’azione non da semplici parole o teorici principi morali.
Questo insegnamento e questo approccio sono oggi purtroppo difficili da trovare anche se molto importanti.
Altri aspetti che caratterizzano il Tantra sono:

  1. 99% pratica 1% teoria. Quello che conta è l’esperienza diretta e non il racconto e resoconto di esperienze altrui o di speculazioni intellettuali e filosofiche.
  2. la teoria segue la pratica e non viceversa. Questo è un aspetto affascinante del tantra che assume in questo modo le qualità di una scienza introspettiva. Ciò che viene insegnato (il cui valore è finalizzato alla pratica ed esperienza diretta) nasce dal risultato dell’esperienza di individui che si hanno esplorato, ricercato e sperimentato all’interno dell’interiorità umana.
  3. dove c’è Tantra non c’è dogma, dove c’è dogma non c’è Tantra. Qui la parola dogma la intendiamo come qualsiasi limitazione o idea fissa che limita l’espansione della mente e quindi dell’individuo.

Ma qual è la relazione con lo yoga?
Lo yoga è una parte del Tantra. Lo yoga è come un raggio di un sole, il Tantra, che oltre alle tecniche yogiche, comprende anche altri raggi (quali ad esempio la psicologia, la filosofia spirituale).
Tutte le forme di yoga che si incontrano quali:

raja yoga, bhakti yoga, karma yoga, jnana yoga, nada yoga, mantra yoga, kundalini yoga, hatha yoga, kriya yoga, etc…

sono derivazioni dell’insegnamento del tantra yoga.

Ba’ba’ Nam’ Kevalam’
“Tutto è espressione dell’Amore Infinito”