Gli alti e bassi della vita

Spero che tu stia bene e intanto ti auguro che tu “possa vedere il lato positivo di ogni cosa”.

Voglio condividere con te alcune semplici riflessioni.
Nello Yoga si sottolinea il fatto che:
Nulla è statico, tutto è in movimento.
Nulla è fermo, immobile, eternamente duraturo e stabile, ma tutto ha un suo dinamismo, cambia con il tempo.

Quest’idea filosofica ha una sua grande applicazione!
Intanto, come prima cosa, ci invita alla consapevolezza che il cambiamento è una caratteristica essenziale della vita.
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Mente, corpo e chakra – parte 6

Ogni praticante yogico ha certe caratteristiche psico-fisiche. L’importanza delle asana, o posizioni yogiche è di equilibrare le secrezioni ormonali ed equilibrare i chakra corrispondenti.

Nel corso della giornata ciascuno di noi vive determinate emozioni e sensazioni legate alle diverse esperienze che vive. La persona sperimenta da una parte stati d’animo più variabili, casuali e poco frequenti che le inquadriamo come emozioni momentanee. D’altra parte in ciascuno di noi sono presenti emozioni più profonde, stabili e durature che caratterizzano la nostra personalità. Ci sono persone allegre, altre tristi, altre rabbiose, altre timorose. Queste vrtti o emozioni colorano l’esistenza dell’individuo e la caratterizzano. Vanno a costituire il carattere e gli stati d’animo più stabili.

Mentre certe vrtti sono vissute in modo equilibrato o con coscienza, e non spingono eccessivamente la persona verso azioni ‘inconsapevoli’ o ‘incontrollate’, altre potrebbero essere squilibrate e dominanti. L’azione delle asana va ad influenzare il controllo ed equilibrio delle vrtti attraverso un’azione di pressione e allentamento[1] delle ghiandole. Ad esempio se una persona ha paura di parlare in pubblico, questo indica in linea generale una debolezza legata al 3° cakra. Significa che l’interazione della persona con date circostanze (come l’essere di fronte ad un pubblico)    stimola in modo esasperato le ghiandole associate alla paura (localizzate nel 3° cakra) creando un’alterazione psico-fisica caratteristica dai sintomi della paura: senso di costrizione all’addome, sudore freddo, voce tremolante ed altro. La pratica regolare delle ASANA, come la posizione del pavone (mayurasana), rafforzerà il 3° cakra e le sue ghiandole associate. La persona svilupperà una minore labilità alle circostanze e una maggior equilibrio e controllo sui possibili stati di paura.

L’importanza del ruolo dei chakra potrà essere capita meglio con la pratica. Anche gli altri strumenti della SADHANA, come il TATTVA DHARANA (III lezione ), il PRANAYAMA (IV lezione) e la chakra SHODANA (V lezione) si basano sulla funzione e influenza dei cakra. Queste lezioni sono quelle impartite nell’ANANDA MARGA YOGA: le prime due sono ISHAVARA PRANIDHANA (o meditazione con matra personale) e GURU CHAKRA (meditazione quando ci si muove nel mondo).

qui finisce la serie di questi post su mente, corpo, chakra,

a presto,

Guido


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Mente, corpo e chakra – parte 5

Riassumiamo quanto detto finora nei precedenti post:

l’esistenza individuale, così come quella collettiva, vive su tre piani: fisico, mentale e spirituale: c’è un corpo, abbiamo una mente, c’è uno spirito. Queste tre dimensioni si legano l’una all’altra.

Del corpo enfatizziamo l’importanza del sistema neuro-endocrino (plessi nervosi e complessi ghiandolari) che sono legati ad un aspetto energetico, sottile che sono i chakra. I chakra dal punto di vista fisico possono essere identificati con l’insieme delle ghiandole endocrine (partendo dal basso: gonadi, pancreas, surreni, timo, tiroide e paratiroide, epifesi ed ipofisi) e naturalmente le loro innervazioni[1]. Dal punto di vista energetico individuiamo tre canali: IDA, PINGALA e SUSHUMNA. Nel punto di intersezione dei tre lì si colloca il cakra nel suo aspetto energetico.

Il chakra controlla le vrtti o propensioni della mente. Emozioni come: rabbia, timidezza, sfiducia… ed altre ancora.

La propensione è ciò che spinge la mente ad una certa azione.

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Mente, corpo e chakra – parte 4

Ogni chakra è legato ad un insieme di VRITT’S o propensioni. Sono 50 fondamentali divisi nei diversi chakra:

4 al primo, 6 al secondo, 10 al terzo, 12 al quarto e 16 al quinto cakra per ultimo 2 al sesto.

Ogni propensione può esprimersi internamente o esternamente. Pensiamo ad esempio alla rabbia. La posso esprimere verso l’altro, offendendo chi mi è di fronte, o verso l’interno, con pensieri ad esempio di vendetta. E si può legare ai 10 organi di relazione, 5 organi sensoriali o di conoscenza, jnanendriya’s, e 5 organi azione o espressione, karmendirya’s. Le modalità di queste 50 propensioni fondamentali, che possono interne o esterne (x2) e legate ai 10 organi (x10) saranno dunque

50×2×10=1000

Il settimo chakra infatti rappresenta il cakra di controllo di tutte le propensioni nelle loro diverse modalità di esistenza e raccoglie in sé questi 1000 aspetti (o petali). Ed è per questo che viene raffigurato con questi mille petali.

L’azione individuale è legata, colorata da queste spinte interiori o “emozioni”.

Dal punto di vista fisico è oramai noto come il sistema neuro-endocrino sia strettamente legato al nostro mondo emotivo e alla nostra condizione psicofisica.

La secrezioni di certi ormoni e il loro contenuto e trasporto nel sangue influenza profondamente lo stato di benessere dell’individuo. La scienza dello yoga che si interessa della relazione tra corpo e mente, dal corpo alla mente e dalla mente al corpo, è stata chiamata, da un grande maestro spirituale di questo secolo, Biopsicologia . La sua applicazione si realizza prevalentemente tramite la pratica delle posizioni yoga o ASANA.

[continua…]


Mente, corpo e chakra – parte 3

Nella scienza dello Yoga definiamo il cakra, partendo dalla sua esistenza fisica.

I cakra principali sono sette e si collocano lungo il nervo spinale all’interno della colonna. Ci sono poi tre canali di interesse in particolare per la pratica dello yoga e sono l’ida, il pingala e il sushumna. Il sushumna è un canale energetico che scorre lungo la colonna, in stretta relazione con la kundalini[1].

Gli altri due, ida e pingala, partendo dal primo cakra all’altezza dell’osso sacro, si incrociano lungo il sushumna per ben cinque volte terminando all’altezza delle narici. Nei punti di incontro di questi due canali è collocato ogni cakra.

Il cakra ha un’esistenza materiale infatti ciascuno di essi si associa a un plesso nervoso e a un insieme di ghiandole endocrine. Ha inoltre come già accennato un’esistenza energetico/mentale che è legata alle propensioni della mente o vrtti’s.

Consideriamo l’individuo in relazione con il mondo che lo circonda:

il mondo esterno stimola attraverso le porte della percezione o canali sensoriali (jnanendriya’s) i nervi efferenti che portano le informazioni “di ciò che c’è fuori” verso l’interno.

L’individuo vive l’esperienza interiormente (con un coinvolgimento complessivo di tutti i diversi livelli della mente così come della coscienza) e poi si esprime attraverso un’azione individuale, che potrà essere di reazione o di azione originale.

Il risultato dell’esperienza, la partecipazione della persona al momento presente è condizionata dalle “emozioni” o propensioni che vive la persona. In sanscrito si chiamano vrtti’s.

La nostra espressione è dunque guidata secondo lo Yoga dalle nostre vrtti’s o propensioni.

Una propensione è ciò che ci muove ciò che ci spinge verso. Se immaginiamo una barca, il motore posto dietro, è l’elemento che procelle, che ci spinge, che ci fa procedere verso qualcosa, verso ciò che è altro da noi. Ad esempio possiamo essere guidati da vrtti come la paura, la speranza, la gioia, la tristezza…

Nel prossimo post, vedremo il numero delle vrtii e la loro relazione con i chakra,

a presto,

Guido

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