Mantra e meditazione

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Una caratteristica essenziale della mente è che:
la mente non può non pensare.

Se vi dicessi di non pensare ad … una mucca rossa… ecco che la vostra mente comincia a visualizzare una mucca rossa, potremmo meglio dire che un parte della mente con la funzione di “schermo mentale” multisensoriale prende forma con una mucca rossa.

Per questo in alcune tecniche di meditazione l’uso di un MANTRA è fondamentale.

MANTRA significa: ciò che libera (TRA) la mente (MAN).
Ha tre caratteristiche:
- acustica (una particolare vibrazione)
- ritmica (viene fatto con il respiro)
- ideativa (ha un significato)

Quando la mente comincia a ripetere il MANTRA ecco che si sprigiona gradulamente la sua forza, la vibrazione del MANTRA, il suo ritmo, il suo significato, cominciano a trasformare la mente, a liberare la mente.
Il significato di un MANTRA è spesso un’idea GRANDE, che richiama dentro di noi il risveglio della nostra anima.

Da cosa si libera la mente?
La mente si libera quando i propri condizionamenti culturali e ambientali vengono alleggeriti, sciolti, quando la mente perde quel senso di identificazione con questi condizionamenti. Accada allora che i nostri movimenti interni, le nostre emozioni, ci limitano in grado minore. I nostri sentimenti più profondi cominciano ad affiorare. Cominciamo a liberarci anche da quelle idee e prospettive che limitano maggiormente la nostra esistenza.

Quando la mente è libera allora da preoccupazioni, da gelosie, rabbia, paure il sapore della pace interiore si fa sentire. La meditazione rappresenta un momento di rifugio e raccoglimento dove ritrovarsi, dove sentire e sperimentare la nostra parte più intima. Saremo in grado anche di chiarire i nostri intenti e i nostri valori più profondi.

Mantra, Meditazione yoga

Meditazione e kundalini

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Oggi parlerò della relazione tra meditazione e Kundalini.
Cos’ la Kundalini?
La Kundalini rappresenta l’energia spirituale racchiusa nel nostro corpo nell’osso sacro.
Questa energia è avvoltolata tre volte e mezzo con l’estremità rivolta verso il basso.
Arriva un tempo in cui questa energia si risveglia e rivolge questa estremità verso l’alto, è quindi pronta per risalire lungo la colonna verterbale.

Nel corpo dal punto di vista energetico esistono diversi canali energetici con differenti funzioni. Di rilievo per la pratica spirituale sono tre canali noti come Ida, Pingala e Sushumna. Sushumna percorre è all’interno della colonna vertebrale. Ida e pingala partendo dal primo chakra, girano con un movimento a spirale attorno al canale Sushumna per poi incrociarsi nei punti corrispondenti ai chakra fino a terminare all’altezza delle due narici.
Ida, termina nel canale di sinistra, ed è in relazione con le nostre attività psico-spirituali.
Pingala, termina nel canale di destra, ed è in relazione con le nostre attività psico-fisiche.

La Kundalini ha la possibilità di risalire lungo il Sushumna passando attraverso ciascun cakra.
L’energia racchiusa all’interno che si sprigiona nel processo di ascesa è indescrivibile.
Per questo a volte si sente dire che il “risveglio” o la “risalita” della kundalini senza una guida e insegnamento appropriati può essere pericoloso. Sarà invece sicuro se sotto la guida e le indicazioni di un maestro esperto.

Nel processo di risalita questa energia esprime le infinite potenzialità dell’esistenza umana. Ma ciò che più conta sono i diversi stadi di realizzazione o forme di samadhi che si sperimentano nel momento in cui la kundalini attraversa ciascun chakra.
Queste realizzazioni sono percepite da chi fa meditazione come esperienze reali in cui non vi è alcun dubbio. Si vive il campo dell’esperienza diretta e non più della speculazione intellettuale o filosofica.

Dunque al passaggio della Kundalini per ogni chakra si ha una realizzazione:

  • al secondo chakra si sperimenta “esiste una dimensione spirituale, esiste qualcosa di Grande, di Infinito, lo sento… c’è”
  • al terzo chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ma è presente, è nel mondo, è in ogni cosa di questo universo.. non è lontano… è vicino…”
  • al quarto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, ma è anche molto vicino, mi sento come preso fra le sue braccia… avvolto… protetto” come un bambini preso fra le braccia della madre
  • al quinto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, e mi abbraccia… ma io e Lui siamo simili… simili come due amici in perfetta sintonia, simili come due amanti che nel guardarsi negli occhi sentono specchiarsi la loro anima….”
  • al sesto chakra si sperimenta “non solo questo Grande Infinito c’è, ed è presente, e mi abbraccia… e siamo simili…Io e Lui siamo Uno… Io e Lui siamo la stessa entità”…. e questo è l’esperienza dello YOGA (dell’Unione)….
  • e poi quando la kundalini raggiugne il settimo cakra si sperimenta ….
“Lui….. solamente Lui “
e il sottile velo della propria esistenza individuale che si sperimentava anocra al sesto cakra si dissolve….. e questà e l’esperienza dello YOGA come unione, unione intesa come fondersi uno con l’altro fino a dissolversi nella Pace e Amore più grandi….

Ciascuna di queste esperienze sono accompagnate da un senso di gioia e beatitudine immense (Ananda)… e passo dopo passo, gradino dopo gradino, cakra dopo cakra.. ci si avvicina all’esperienza ultima dello YOGA...

Per poter vivere queste esperienze il corpo e la mente devono essere capaci di poter accogliere tali realizzazioni… tale sviluppo di energie… e per questo è necessaria una pratica graduale, armonica, curata di uno YOGA completo.

Dunque nel processo della pratica della meditazione… le esperienze iniziali sono di armonia, benessere, maggior consapevolezza, forza… poi se c’è il desiderio di entrare in profondità e la mente è capace di concentrarsi pienamente con l’aiuto di un ISTA MANTRA (di un suono appropriato su cui concentrarsi capace di liberare ed espandere la mente) la kundalini percorre la sua strada di elevazione e le realizzazioni della Coscienza in noi si fanno straordinarie…

Chakra, Kundalini, Mantra, Meditazione yoga, Samadhi, Spiritualità
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