L’Amore – il tesoro più grande

Il tesoro più grande

Qual’è il tesoro più grande di noi esseri umani?

l’Amore per la Vita (bhakti in sanscrito)

Questo è il tesoro più grande, il bene più prezioso che portiamo nel Cuore.

L’Amore per la Vita, questa bhakti, è quel sentimento di cura, rispetto, affetto, attenzione, presenza per la creazione, per la vita nella sua interezza, per tutto ciò che ci circonda ed esiste.

Ora questo Amore è come un seme depositato dentro di noi. Questo seme ha bisogno di nutrimento, di acqua, di un terreno fertile… il nostro Cuore.
Al Cuore accediamo quando la mente si calma e trova serenità.

Quando cominciamo a seguire la strada giusta, la nostra strada di crescita ed espansione, di superamento dei nostri limiti e delle nostre barriere…
quando cominciamo a trasformare la nostra visione del mondo, la nostra prospettiva, il nostro modo di rapportarci, in una direzione di espansione e  comprensione, ecco che allora il Cuore nutre questo seme prezioso
… i nostri occhi, il nostro atteggiamento, la nostra sincerità diventano luminosi e trasparenti.

C’è però un pericolo, a questo germoglio che vuole crescere e dare i suoi frutti. E’ la filosofia sociale dell’ambiente in cui viviamo. Le convizioni che circolano nella nostra società, permeate da una visione estremamente materiale e meccanicistica, minacciano questo amore per la Vita (bhakti) che vogliamo fare crescere. Abbiamo dunque bisogno di una recinzione, di una protezione che filtri i pericoli che minacciano questo germoglio.

E’ necessario allora avere in noi una forte filosofia e comprensione della Vita che ci assicuri e dia spazio e forza all’Amore dentro di Noi.

Quando questo Amore metterà radici forti e salde, quando sarà diventato robusto e solido, allora potremmo essere sereni e certi che nessuno ci porterà via questo bene… il nostro Amore per la Vita.

Cosa fare a far sì che questo sentimento trovi spazio e fiorisca dentro di noi?

Lo yoga ci insegna a ritrovare, rinnovare e rafforzare questo sentimento. Abbiamo bisogno quindi della giusta conoscenza (jnana yoga) intesa come appropriata filosofia di vita e strumenti di miglioramento e della pratica (karma yoga) ed esperienza.

Questi due elementi: corretta conoscenza (jnana) e corretta azione (karma) portano alla bhakti, un amore incondizionato per la Vita (bhakti yoga).

Diamo allora spazio nello nostra vita a questa scienza millenaria… e la nostra vita splenderà della luce che abbiamo nel Cuore.

“fisicamente in forma, mentalmente forti e spiritualmente elevati”

Dammi il supremo coraggio dell’Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa,
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
(Rabindrenath Tagore)

Karma e meditazione

Mi è stato chiesto recentemente di approfondire la questione del “karma”. In particolare alla lettura dell’articolo la legge del karma Grazia chiede:
“Puoi farmi capire meglio perche’e come la meditazione puo’liberare dai vincoli del karma?”

Comprendere l’effetto profondo della meditazione non è semplice. Cercherò di chiarire alcuni punti essenziali.

Come si crea un samskara? Come si crea nella nostra mente la reazione all’azione che svolgiamo?
E’ possibile far sì da non accumulare più queste reazioni?

Nella mente ci sono tre aspetti funzionali:
1) Il senso dell’Io (Mahat)
2) Il senso dell’azione (Aham)
3) Il senso di ciò che si è fatto (Citta)

La mente utilizza questi tre sensi, o parti della mente.

Il senso dell’Io è quella parte della mente che ci dà la sensazione di individualità. Al mattino vai a lavoro. Alla sera torni a casa.
“Io sono andato a lavoro”
“Io sono tornato a casa”
La mente sente che quell’Io è sempre lo stesso. C’è un Io in voi, che vi dà la continuità dell’espreinza, della vostra vita… è un nucleo che si conserva anche se il tempo, i luoghi, le circostanze cambiano.

Alla mattina qualcuno per scherzo vi ha rasato i capelii, vi guardate allo specchio e vi spaventate..
il vostro corpo ha cambiato aspetto, caratteristiche, non è più lo stesso… eppure … tu sei sempre lo stesso.. “Io sono”…

C’è poi un parte della mente che controlla ed è coinvolta con l’azione.
“Io sento di esistere” ma anche “Io sento di potere… ” “.. sento di poter fare”.
Questo è il senso dell’”Io che agisce”. Quindi senti “Io sono” ma anche “Io agisco”
E’ quella parte della mente che lega il nostro senso dell’io all’azione.
A volte succede che nel fare le cose siamo talmente assorbiti che il senso dell’Io si nasconde, diventa piccolo piccolo, e così dopo ore alcune ore ci fermiano e riprendiamo consapevolezza.
Il tempo è voltato via, eravamo poco presenti…

L’ultimo parte della mente è il “Senso dell’Io ho fatto”.
Quando fai un pensiero c’è un
Io ,         l’azione del pensare e il pensiero

Il pensiero è il risultato della tua azione, è cioè “l’Io ho fatto”.
Molto più semplicemente possiamo dire che questa parte della mente è il nostro schermo mentale interiore dove proiettiamo l’esperienza esterna del mondo e l’esperienza interna dei nostri pensieri, sentimenti, emozioni.

Dunque quando l’Io si identifica con ciò che fa, con il risultato, ecco che si crea un forte legame tra ciò che si è fatto e i suoi risultati.

Avete svolto un compito a lavoro di cui ne siete fieri. Il capo chiede al gruppo “Chi è stato?”
E tu.. “Io .. Io .. Io sono stato” e i meriti dunque vanno a te.

La reazione della tua azione ti spetta.

Dunque ogni volta che compiamo un’azione si crea una reazione dentro di noi (samskara) perchè la mente sente che l’”Io” la sta compiendo.

Ma chi è questo Io?

La nostra mente si identifica con tutti i condizionamenti che ha ricevuto (in questa vita e nelle vite passate). In particolare se siete italiano, età 40 anni, nato a Roma, etc… vi identificate con queste qualità…

Il professore chiede in aula:”Chi è di Roma?”…

“Io.. Io.. Io sono di Roma”

I condizionamenti educativi, ambientali, innati (ovvero delle esperienze passate) ci condizionano, limitando e influenzando la nostra vita.
C’è chi dice buon karma, oppure cattivo karma...

Nella meditazione la mente dopo essersi raccolta dal mondo esterno cerca di concentrarsi… cerca di riscoprire la propria essenza con l’aiuto del mantra.
Il significato del mantra è sempre un significato universale, ampio, infinito.

“Io sono…. Coscienza”
“Io sono…. Puro Spirito”

Questo significato, questa idea, che coltiviamo nella mente, si incontra con tutti i condizionamenti (samskara) che abbiamo dentro di noi.
Questi condizionamenti sono spinti a venir fuori, a essere portati alla luce, a essere liberati.

Immagina ad esempio di essere incapace a ballare ma che hai un desiderio nascosto di farlo… questa convizione, radicata nella tua mente, ti condiziona, è un tuo condizionamento.
Praticando la meditazione l’Idea di essere Infinito, di essere Uno con la Coscienza, di essere quindi libero da ogni tipo di vincolo, fara sì che tu ti scontri/incontri con questo limite e fara sì che il tuo desiderio fiorisca dentro di te.
Qualcuno ti inviterà a “per caso” ad un corso di ballo, comincerai a notare di più gli annunci delle scuole di ballo…

Questo è un semplice esempio ma può essere esteso ad ogni evento della nostra vita.

“Nulla è casuale, tutto è causale”

La meditazione spinge la nostra mente a incontrarsi e confronatrsi con i prorpi limiti per superarli.
Quando abbiamo superato un limite abbiamo superato un nostro samskara.
Dunque la meditazione accelera il nostro progresso, fa sì che ciò che ci limita venga superato, che tutto ciò che ci tiene lontanto dalla pace, felicità, amore che è in te, venga sciolto per entrare nella dimensione dello Yoga, nella dimensione dell’Unione.

La legge del karma

Nella dimensione fisica, nel mondo valgono delle leggi, delle regole, che la fisica e le scienze esatte studiano, così anche nel campo mentale esistono delle leggi.
Una legge di cui si sente spesso parlare è la legge del karma.
Cosa ci dice?
Nella fisica il terzo principio della dinamica ci dice che:
ad ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria.
Nella scienza dello yoga vale la regola che:
ad ogni azione corrisponde sempre una reazione contraria il cui grado di intensità dipende dal fattore tempo

Dunque ogni azione che facciamo, da quelle più semplici ad azioni più articolate, esercita una pressione nella mente che viene registrata per poi poter essere rivissuta.
Questa reazione potenziale ( in sanscrito SAM’SKARA) che viene memorizzata nei livelli profondi della mente  troverà un momento per poter essere espressa.

In parole semplici “raccoglieremo ciò che avremo seminato”, se faremo del male ad una persona, questo male dovrà essere rivissuto da noi che lo abbiamo compiuto. Se faremo del bene questo bene verrà rivissuto sempre da noi che lo abbiamo compiuto.

Questa legge è legata al principio che

nulla è casuale ma tutto è causale“,

ovvero tutto ha una causa.

E’ necessario però includere questo principio in una visione ampia, in un ordine naturale completo (vedi articoli correlati 1 e 2 ), altrimenti il suo significato viene travisato e mal compreso.

Dunque ogni azione che compiamo ha la sua origine nella nostra mente. Prima di agire c’è un pensiero che precede l’azione.
Questo pensiero interno a noi e i suoi effetti nel mondo esterno mentale (gioia o dolore ad esempio) vengono  registrati nella nostra mente.

Nel futuro vi troveremo in situazioni in cui ciò che avremo seminato verrà raccolto e molto spesso in situazioni che meno le lo aspettiamo.

Queste reazioni alle nostre azioni non sono altro che legami con il mondo, condizionamenti che creiamo dentro di noi.
Questi condizionamenti o catene possono essere sciolte, la mente ha la possibilità di liberarsi da tutto il peso del proprio passato attraverso un processo di purificazione o decondizionamento.

La meditazione con un mantra personale può accelerare il processo di liberazione da questi vincoli.
Anche l’attività di servizio disinteressato (Seva), l’aiutare gli altri senza aspettarsi nulla in cambio, è di aiuto nel renderci mentalmente liberi.
Lo yoga con i suoi insegnamenti  può portarci verso quello stato di emancipazione mentale chiamato Moks’a. Questo percorso di de-condizionamento e di realizzazione della nostra natura, del Sé più profondo, è un percorso di riscoperta della nostra gioia  e pace interiori.

“Fai tutto il bene che puoi
In tutti i modi possibili
In tutti i luoghi possibili
In ogni momento possibile
A tutte le persone possibili
Il più a lungo possibile”

Brahmachakra II – yoga come meta finale

In un’ articolo precedente abbiamo introdotto la prima parte della cosmologia yogica chiamata Brahmacakra.Abbiamo visto come secondo lo yoga ogni cosa nell’universo è espressione di un’Unità, chiamata Brahma. Quest’Unità/Entità ha un suo percorso, una sua manifestazione.

Il suo ciclo “di vita” parte da uno stato di Pace Assoluta, di Infinito “incontaminato” dall’Energia, Pura Coscienza alla Creazione con la manifestazione dell’intero universo. Ogni entità, ogni creazione viene vista come l’insieme di 5 fattori fondamentali (etereo, aereo, luminoso, liquido, solido). Questi fattori si sono sviluppati nell’Universo gradualmente dal fattore più “sottile” (etereo) al fattore più “grezzo” (solido).

Questa prima fase (in sanscrito saincara) è la fase in cui l’Energia domina sempre più sulla Coscienza. Infatti Tutto è Brahma, unione di Coscienza ed Energia.
Dopo la creazione del fattore solido l’Energia continua a “voler” esercitare una maggiore influenza, pressione, sulla Coscienza.

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yoga e la ricerca della felicità

La via per la felicità

Ciascuno di noi, come te, sta cercando di stare bene. E’ nella nostra natura di cercare il benessere e allontanarci dal dolore.
Con il passare dei giorni viviamo momenti felici, altri momenti tristi, altri che lasciano il tempo che trovano… eppure ogni giorno ci alziamo cercando di migliorare la nostra vita, di esprimere i nostri valori, di dare un contributo al mondo significativo.
C’è chi purtroppo lotta cercando di sopravvivere e non ha tempo e modo di dare un senso più alto e dignitoso della propria vita.
Chi, migliaia di anni fa, è riuscito a dedicare tempo alla ricerca della felicità, ha scoperto che il segreto è dentro di noi.
Dentro di noi possiamo scoprire e raggiugnere uno stato di pace, amore, beatitudine che è la vera felicità.. quella che non cambia con il tempo, con lo spazio o con le persone che ci circondano… è una sensazione e un sapore che riempie il nostro intero essere.

Per scoprirla dobbima equilibrare e purificare il nostro corpo e la nostra mente, in modo che questo stato possa trovare un buon terreno dove fiorire.
Allora la via per la felicità (Ananda Marga) è data da quegli strumenti che purificano corpo e mente e permettono alla nostra coscienza di elevarsi.

“Fisicamente in forma, mentalmente forti, spiritualmente elevati”

Gli strumenti sono molti, ma si comincia con quelli più semplici come le indicazioni di equilibrio (yama e niyama) e con la pratica delle posizioni (asana’s), per poi gradulamente acquisire gli strumenti di controllo del respiro (pranayama) della meditazione (prathyahara e dharana) e della meditazione profonda (dhyana). Avremo così momenti in cui assaggeremo questa felicità dentro di noi, senza che nulla di esterno sia accaduto, sentiremo che dentro di noi c’è la possibilità di stare bene, di vivere in una gioia straordinaria.

Che ce lo diciamo a no, la nostra natura vuole ottenere uno stato interiore di felicità indipendente dal’esterno, uno stato duraturo e solido, con fondamena granitiche.
Lo possiamo esprimere con il desiderio di conoscere, di informarci, con il desiderio di fare del bene, di aiutare gli altri, e in tanti altri modi.

Quando avremo assaggiato anche un poco di questo “nettare” che è dentro di noi,
nascerà anche il desiderio di dare agli altri la possibilità di sperimentare ciò che è alla portata di tutti ma che non ha prezzo
nascerà il desiderio di aiutare gli altri …

Per questo la via della felicità si può racchiudere nella frase:
“Realizzazione del Sè e servizio all’universo”.

Un mantra straordinario che può essere usato da tutti indiscriminatamente è :
Ba’ba’ Nam’ Kevalam’
“Tutto è espressione dell’Amore Infinito”